Avvocati, crisi demografica e divari reddituali: l’allarme dell’Ordine

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in foto Carmine Foreste

Se da un lato il comparto legale mostra segnali di cauto ottimismo, con un volume d’affari nazionale che supera i 16 miliardi di euro, dall’altro emergono criticità strutturali che colpiscono duramente il territorio. È quanto emerge dal decimo Rapporto sull’Avvocatura sul quale si è tenuto un confronto nella sede dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

Per la prima volta dopo decenni, è stato spiegato, si assiste a una netta inversione della curva demografica: gli iscritti sono scesi dai 245.000 del 2020 ai 228.641 del 2025.

“Siamo di fronte a una contrazione che mette a rischio il ricambio generazionale – dichiara il presidente dell’Ordine Carmine Foreste – poiché i giovani percepiscono la professione come incerta e faticosa, preferendo percorsi più stabili e remunerativi”.

Il dato più allarmante riguarda la profonda polarizzazione tra Nord e Sud. Mentre in Lombardia i redditi medi sfiorano gli 87.500 euro, in Calabria si fermano a circa 26.000 euro. In Campania l’alta densità di avvocati per abitante schiaccia i redditi, portando quasi il 20% della popolazione forense in una condizione di precarietà critica.

Il Rapporto evidenzia anche un divario di genere inaccettabile: il reddito medio di un avvocato uomo (67.959 euro) è più del doppio di quello di una collega donna (33.829 euro).
Le donne sono le prime a subire le conseguenze della crisi: nel solo 2024, il saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni ha riguardato oltre 2.100 avvocate a fronte di soli 260 uomini.

Nonostante le ombre, l’Avvocatura dimostra una straordinaria capacità di adattamento: l’uso dell’Intelligenza artificiale negli studi è raddoppiato in un anno, raggiungendo il 55,3% (con punte del 70% tra gli under 40).

Per garantire il futuro della professione a Napoli e nel Sud, Foreste indica tre pilastri d’azione: incentivi alle aggregazioni, welfare strategico e nuove competenze: “Non esiste vera crescita se parte della categoria resta ai margini del benessere economico. La sfida è trasformare queste divergenze in opportunità, affinché la toga abbia lo stesso valore da Milano a Reggio Calabria”.