Awp, la situazione economica in Italia e in Europa

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Un mercato florido, in grado di muovere miliardi di euro in tutto il mondo, che non ha ancora una regolamentazione adeguata.
Le AWP (“Amusement With Prizes”, ovvero “divertimento con premi”) fanno discutere i governi e i cittadini di ogni parte del pianeta, senza riuscire a far trovare un accordo definitivo. L’industria del gioco d’azzardo non viene vista di buon occhio dall’opinione pubblica, pur portando circa 10 miliardi di euro all’anno nelle casse statali italiane. A livello globale, si ipotizza siano circa 5 milioni gli apparecchi installati. Questa almeno è la stima della rivista britannica Intergame, che ha analizzato i dati a disposizione e provato a fare un’ipotesi plausibile per le nazioni rimanenti.
La definizione di AWP è stata messa in dubbio. Resta il fatto che le nuove slot sono decisamente differenti dalle macchinette ancora presenti nei grandi casinò, sia per il tema dei rulli sia per il payout molto più basso. In Italia le new slot pagano intorno al 74%, contro l’85% delle videolottery e il 97% di online e casinò. La loro diffusione si deve soprattutto al fatto che non prevedono una puntata minima, mentre una partita non può costare più di un euro. Decisamente low cost rispetto alla concorrenza, almeno nella singola sessione di gioco.
Per questo motivo e per la diffusione capillare garantita dai locali le AWP sono 415.000 in Italia, contro le 54.000 videolottery. Un freno ad un’ulteriore crescita tecnologica è costituito dalla tassazione, molto più elevata che in altri Paesi. I gestori quindi cercano di riproporre macchinette classiche nel settore terrestre, limitando le novità all’online. La burocrazia potrebbe rimanere elemento di disturbo nel prossimo futuro, considerando l’incertezza politica e le tante questioni che dovranno essere affrontate dal nuovo governo. Tra queste non potrà essere trascurato il rapporto tra lo Stato e gli enti locali, che di fatto hanno in mano la scelta sulle normative. I comuni, le province e le regioni si sono attivate per tutelare la salute dei cittadini, ma il problema della concessione delle autorizzazioni rimarrà nelle mani del governo. Un controsenso che non permette al settore di avere stabilità e continuità.
I numeri mettono il mercato italiano nettamente al primo posto d’Europa, come ha sottolineato Giochidislots. La Spagna, in seconda posizione, non supera quota 220.000 new slot sul suo territorio, la Germania 200.000, il Regno Unito 180.000. E mentre Paesi Bassi e Belgio stanno vagliando nuove leggi per regolarizzare il settore, l’Europa dell’Est rimane fortemente legata alla tradizione dei grandi casinò. La situazione più caotica rimane in Germania, dove un trattato interstatale prevede il taglio di un terzo delle AWP e l’eliminazione del sistema di licenze di concessioni multiple. Rimane ancora fuori dalla lotta la Francia, che non ha legalizzato le new slot.
Se la storica decisione dovesse arrivare, il mercato europeo subirebbe uno scossone senza precedenti, incrementando la produzione in maniera esponenziale. Un’ipotesi che a lungo termine potrebbe condizionare l’andamento dell’industria nel vecchio continente, spingendo verso un ulteriore salto qualitativo delle macchinette.