Azerbaijan, cresce il supporto della rete diplomatica alle Pmi italiane

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In foto Mammad Ahmadzada, ambasciatore dell'Azerbaijan in Italia

Napoli e Baku sono gemellate da tempo e l’imprenditoria campana ha già realizzato una serie di venture per essere in linea con i Paesi che parlano di internazionalizzazione in Azerbaigian; con il valido apporto dell’Ambasciatore In Italia Mammad Ahmadzada, ma la visita di Mattarella durante il Forum Economico Italia Azerbaigian , ha aggiunto un accolito Nazionale su tutti i progetti che sono decollati o aspettano di decollare. Le parole del Presidente al riguardo parlano chiaro: “ Signori Ministri e rappresentanti di Governo, Autorità, Signori Imprenditori, ringrazio molto il Presidente Aliyev per le sue parole di amicizia e per le considerazioni che ha svolto. In questi giorni in cui ho l’onore di effettuare questa Visita di Stato in Azerbaigan abbiamo registrato insieme non soltanto la grande amicizia fra i nostri due Paesi ma quanto sia grande la collaborazione in atto, quanto si stia sviluppando intensamente e quanto desideriamo e progettiamo di svilupparla ancor più intensamente, sul piano politico, su quello culturale e su quello economico cui è destinato questo incontro nella splendida sala di questo importantissimo centro di elaborazione. Negli incontri che ho avuto in questi giorni con il Presidente Aliyev abbiamo potuto constatare il positivo, costante sviluppo dei nostri rapporti economici, che rappresentano un elemento irrinunciabile, nell’ampio spettro delle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi, nel partenariato che esiste tra Azerbaigan e Italia. Nell’ultimo quarto di secolo, da quando ha riconquistato la propria indipendenza, l’Azerbaigian sta vivendo una stagione di crescita straordinaria, economica e sociale. Sono stato colpito, fra l’altro, dallo sviluppo architettonico della città di Baku e dalla bellezza delle sue costruzioni, antiche e moderne: lo splendido edificio nel quale ci troviamo – intitolato alla memoria del Presidente Heydar Aliyev – ne è un chiaro esempio ed è di una straordinaria bellezza. Questo significativo processo di crescita ha suscitato grande interesse ovunque, anche in Italia. Le nostre economie sono profondamente complementari. L’Italia può e vuole essere sempre più un partner di riferimento, non soltanto dal punto di vista degli scambi commerciali, ma soprattutto nello sviluppo di programmi di investimento e diversificazione del sistema economico azerbaigiano, per aumentare le sue potenzialità, al di là del comparto pur così importante degli idrocarburi. A sostegno di questo sforzo, l’Italia può mettere a disposizione il variegato patrimonio di esperienza, tecnologia e ‘saper fare’ che la caratterizzano. Un patrimonio che si colloca ai vertici mondiali nel settore energetico, della trasformazione degli idrocarburi e della chimica, come dimostrano progetti sviluppati dalle imprese italiane negli ultimi anni. Il contributo delle aziende e delle tecnologie italiane all’industria petrolifera dell’Azerbaigian è stato superiore a cinque miliardi di Euro negli ultimi dieci anni. Proprio ieri, insieme al Presidente Aliyev, abbiamo inaugurato un importante impianto industriale petrolchimico a Sumgayt, realizzato da Maìre Tecnimont, in collaborazione con Socar Polymer: questo impianto permetterà all’Azerbaigian di sviluppare la propria industria petrolchimica e di esportare la sua produzione. È un obiettivo importante, che coincide con la priorità delle autorità dell’Azerbaigian di creare nuove attività produttive e nuovi posti di lavoro. Il contributo italiano, tuttavia, può andare oltre il settore energetico ed è disposibile per favorire la crescita ulteriore dell’Azerbaigian in settori come la tutela e riqualificazione ambientale, l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli, delle infrastrutture, della logistica, dell’edilizia. Alcune delle intese firmate ieri mattina dopo i colloqui ufficiali con il Presidente Aliyev vanno proprio in questa direzione.
La costituzione di una Scuola di design italo-azerbaigiana a Baku, ad esempio, nell’ambito dei rapporti accademici fra l’Università di Architettura e Costruzioni dell’Azerbaigian e il Politecnico di Milano, è un modello di collaborazione bilaterale che auspichiamo possa essere utilizzato anche in altri ambiti.
L’ampia e qualificata presenza delle imprese italiane a questo Forum è la migliore dimostrazione di quanto teniamo allo sviluppo delle nostre relazioni in tutti i settori economici, per incrementare le nostre relazioni e strutturarle ulteriormente, anche attraverso una significativa attenzione al settore delle piccole e medie imprese in cui il nostro Paese vanta una accreditata conoscenza. Mi auguro che i diversi tavoli tematici organizzati nella giornata di ieri abbiano dato forma e concretezza a questo obiettivo: una crescente sinergia tra le nostre economie può andare di pari passo a un progressivo bilanciamento dei rapporti commerciali bilaterali.
Nel 2017, l’Italia ha contribuito in misura assai rilevante, attraverso ingenti importazioni di idrocarburi, all’interscambio bilaterale. L’Azerbaigian è per noi il primo, prezioso, fornitore di petrolio. Ci onoriamo di essere il primo partner commerciale in assoluto di questo Paese amico. Sono dei risultati di tutto rispetto, che, tuttavia, presentano ancora ampi margini di crescita, in particolare sul versante delle esportazioni italiane, molto apprezzate in questo Paese amico e, tuttavia, ancora al di sotto del loro potenziale. Si tratta di uno sbilanciamento per molti aspetti strutturale, alla luce dell’esigenza italiana di importare risorse energetiche. In una fase di ripresa economica come quella attuale, è ragionevole attendersi che l’Azerbaigian possa accogliere sempre più Italia, anche nel quadro dei suoi importanti programmi di crescita e di diversificazione della sua economia. I tavoli tematici di ieri hanno affrontato in maniera concreta gli ambiti effettivi nei quali dare forma a tale auspicio. Nel settore dell’energia e della tutela ambientale è emerso il grande interesse verso i progetti di riqualificazione. Insieme, nel quadro multilaterale delineato dagli Accordi di Parigi, possiamo e dobbiamo fare di più per il nostro pianeta, facilitando la transizione verso energie più pulite.
Lo sforzo richiesto non va inteso come un sacrificio – nemmeno per un Paese ricco di materie prime come l’Azerbaigian – ma, al contrario, come un fattore di dinamismo industriale e di innovazione tecnologica. So che il Governo azerbaigiano punta molto sull’agricoltura quale ambito prioritario per la diversificazione economica e per la crescita delle diverse regioni del Paese. Si tratta di una scelta lungimirante, e l’Italia è pronta, attraverso le sue imprese, a sostenerla, offrendo la propria esperienza e le proprie eccellenze nel settore.
Consentitemi, prima di concludere, di menzionare il settore della logistica e delle infrastrutture. La posizione di questo Paese costituisce un patrimonio strategico che il Governo azerbaigiano si è impegnato a valorizzare in un’ottica di lungo periodo. Proprio ieri è stato firmato un Memorandum di collaborazione tra le Ferrovie azerbaigiane e le Ferrovie dello Stato italiane: accordo volto a esplorare nuove collaborazioni nello sfruttamento delle tratte esistenti, nella costruzione di materiale rotabile e nello sviluppo di nuove rotte. Nostre aziende lavorano già con successo nel settore portuale e dell’informatica per le infrastrutture, dove l’Azerbaigian è chiamato a trainare il rilancio della centralità logistica dell’intera regione del Caspio.
Con queste iniziative abbiamo posto le basi di un disegno di grande ampiezza, che può coinvolgere le realtà italiane nei comparti ingegneristico, autostradale, portuale e, più in generale, nel settore infrastrutturale.
Signor Presidente, siamo chiamati a guardare ai nostri rapporti secondo un approccio strategico e di lungo periodo. Gli interessi economici comuni ci spingono a intensificare e ampliare il nostro dialogo, avvalendoci pienamente delle opportunità e degli spazi offerti dalla collaborazione tra il Suo Paese e l’Unione Europea, che proprio nei giorni scorsi ha visto un importante avanzamento con la conclusione del negoziato sulle priorità di Partenariato. L’Azerbaigian, attore regionale di grande rilevanza strategica, può essere – e sarà certamente – protagonista di una nuova stagione nello sviluppo dell’immenso potenziale economico dell’asse Mar Caspio – Mar Nero – Mediterraneo. Siamo chiamati a costruire insieme questo ‘ponte’ tra i nostri due mari, mettendo a frutto la nostra storica amicizia, la nostra attuale amicizia e la nostra futura amicizia – sempre maggiore – e tutto il potenziale del nostro partenariato così prezioso. Grazie Signor Presidente per le sue parole e per l’amicizia dimostrata in questi giorni”.