Aziende d’Elite, come rafforzarsi sui mercati

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Info-point per le Pmi che aderiscono al programma: intesa tra Confindustria e Borsa Italiana

Nato nel 2012 in Italia per aiutare imprese e start-up a realizzare i loro progetti, Elite è un programma che ha avuto un successo europeo tanto che dall’anno scorso ne esiste una versione britannica e che da quest’anno si è trasformato in “una piattaforma pan-europea di imprese ambiziose, advisor e investitori che promuovono imprenditorialità, innovazione e crescita, anche grazie all’accesso al mercato dei capitali”. Uno strumento, dunque, messo a disposizione delle imprese che vogliono crescere e cercano di farlo non soltanto rivolgendosi agli istituti di credito ma anche al mondo della finanza, dai fondi di investimento a quelli di debito alla Borsa. Vi hanno aderito, finora, 271 aziende, undici delle quali campane . Forti dell’interesse sucitato dall’iniziativa nella prima fase di lancio, Confindustria e Borsa Italiana hanno deciso di allargare in modo significativo sul territorio la platea delle imprese aderenti. Di qui l’intesa (firmata in settimana) tra Vincenzo Boccia, presidente del Comitato tecnico credito e finanza di Confindustria e Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana. Obiettivo: promuovere la nascita dei cosiddetti Elite desk, punti informativi distribuiti su tutto il territorio nelle sedi delle associazioni territoriali e settoriali di Confindustria (l’elenco con l’indicazione dei referenti di struttura, saràpubblicato sul sito di Elite (http://it.elitegrowth. com/) e sui siti di Borsa Italiana e Confindustria. Presso questi Elite desk gli imprenditori potranno ricevere informazioni sull’attività e sull’evoluzione del programma. Si troveranno di fronte i referenti territoriali, che potranno proporre a Borsa Italiana le candidature di una o più società. L’elenco dei desk, con l’indicazione dei referenti, sarà pubblicato sul sito di Elite e su quelli di Borsa Italiana e Confindustria. Un intervento capillare, per diffondere una nuova cultura del credito tra le imprese. “ Vogliamo dare maggior consapevolezza al mondo imprenditoriale sulle opportunità offerte dai mercati finanziari, sulle potenzialità che le singole aziende hanno e su come valorizzarle”, spiega Boccia. È uno dei tasselli dell’agenda per il credito di Confindustria, che punta proprio a rendere la finanza uno strumento strategico per lo sviluppo dell’imprenditoria italiana, fatta soprattutto di pmi. “Si vuol creare un diverso rapporto con le banche, puntando sui fattori qualitativi, ma anche con tutto il mondo della finanza, per intercettare la liquidità che oggi è a disposizione”, continua Boccia. In questo percorso Confindustria ha trovato in Borsa Italiana un interlocutore importante: «Negli ultimi anni Borsa Italiana e Confindustria hanno collaborato per supportare la crescita delle aziende italiane, favorendone il cambiamento culturale o organizzativo. Questo nuovo accordo favorirà a livello locale la conoscenza delle opportunità del progetto Elite per tutte le imprese ambiziose e con obiettivi di crescita, rivolgendosi a quelle che vogliono avvicinarsi agli investitori e al mercato dei capitali». Il progetto Elite è stato introdotto nel 2014 in Inghilterra fino a diventare nel 2015 una piattaforma europea. È una vetrina alla quale possono accedere aziende piccole, medie e grandi, e contemporaneamente un percorso: «Le imprese devono avere una serie di parametri, non tanto di fatturato ma di potenzialità di crescita, alcuni requisiti come la certificazione di bilancio. È un modo di far crescere l’impresa dal punto di vista finanziario. Abbiamo spinto molto come Confindustria su questo progetto», aggiunge Boccia. Che sulla questione credito vuole rilanciare il tavolo con l’Abi sul tema della valutazione dei parametri qualitativi delle imprese nell’erogazione dei finanziamenti.