Aziende e partite Iva, fatturato in crescita di 253 mld: in Campania +25,9%

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(foto da Pixabay)

E’ cresciuto di 253 miliardi di euro (+21%) il fatturato di aziende e partite Iva nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2020. Nei dati fiscali di imprese e professionisti c’e’ dunque la spia della robusta ripresa economica del nostro Paese. Se a gennaio e febbraio 2021, l’imponibile risultava ancora in calo, rispettivamente con meno 16,6 miliardi e con meno 2,7 miliardi rispetto all’anno precedente, quando ancora non era esplosa la pandemia da Covid, nei quattro mesi successivi il segno e’ diventato positivo: gli aumenti di fatturato, complessivamente, sono stati pari a 61,6 miliardi a marzo (+31%), a 99 miliardi ad aprile (+67%), a 66,7 miliardi a maggio (+36%) e a 45,3 miliardi a giugno (+21%). L’aumento e’ trainato dalla ripresa delle attivita’ manifatturiere (+31,1%) e soprattutto dalla spinta del mattone: le costruzioni (+36%) e le altre attivita’ immobiliari (20%) sono tra i comparti che hanno registrato le variazioni piu’ consistenti.
L’andamento della ripresa nel primo semestre 2021, calcolato sulla base del fatturato, non corrisponde però alla distribuzione territoriale del prodotto interno lordo: i dati migliori arrivano tanto dal Nord che dal Centro o dal Sud. La regione che evidenzia il risultato migliore è il Friuli Venezia Giulia con un incremento del 31,9%, seguita dalla Calabria e dalla Sicilia col 29,1%, dal Molise col 28,6%, dalla provincia di Trento col 28,1%, dalla Basilicata col 27,8%, dalle Marche col 27,5%, dal Veneto col 26,1%, dal Piemonte col 26,7%, dalla Campania col 25,9%, dal Veneto col 26,1%, dalla Valle d’Aosta col 25,7%, dalla Puglia e dall’Umbria col 24,1%, dalla Liguria col 23,5%. Verso il fondo classifica si trovano: la Toscana (22,6%), la Lombardia(+21,2%), l’Emilia-Romagna (+21,9%), la Sardegna (+20,3%) la provincia di Bolzano (+15,8%). Fanalino di coda, unica regione con segno negativo, è, come accennato, il Lazio (-0,8%). Quanto, poi, ai singoli economici, il comparto più vivace è senza dubbio quello del cosiddetto mattone: le costruzioni, infatti, sono il settore che ha fatto registrare l’incremento di fatturato più importante col più 36,1%, figlio anche dei vari bonus per l’edilizia, ma anche le attività immobiliari connesse alle costruzioni hanno fatto segnare una robusta crescita degli incassi fiscali pari al 20,9%. È andata bene anche per le attività manifatturiere (+31,1%) e per le imprese che si occupano di estrazione di minerali da cave e miniere (+31,9%), mentre le attività professionali, scientifiche e tecniche hanno avuto una variazione positiva del 24,7%, l’istruzione del 24,1%. Sotto quota 20%, poi, si attestano: il commercio all’ingrosso e al dettaglio (+19,3%) la fornitura di acqua e reti fognarie (+19,0%). In zona rossa, invece, figurano: le attività di famiglie e le convivenze (colf, badanti) col -47,3%, la fornitura di energia elettrica e gas col -9,8%, l’area dell’amministrazione pubblica e della difesa col -16,6%.