Aziende rosa: ecco come accedere al credito

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Operativo fino al 31 dicembre 2015 il Piano di interventi a favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome. Verranno attivati specifici plafond bancari per finanziare investimenti, l’avvio di nuove attività o la ripresa delle aziende in crisi Operativo fino al 31 dicembre 2015 il Piano di interventi a favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome. Verranno attivati specifici plafond bancari per finanziare investimenti, l’avvio di nuove attività o la ripresa delle aziende in crisi Fino al 31 dicembre 2015 è possibile beneficiare del piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito delle Pmi a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome, reso possibile da un protocollo d’intesa siglato da Dipartimento per le Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio, ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza della Cooperative italiane. In particolare, verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato. Scadenza L’accordo, come detto, ha validità fino al 31 dicembre 2015. Dopo tale data, sarà però valutata l’opportunità di una proroga apportando le eventuali modifiche che dovessero rendersi necessarie alla luce dei risultati conseguiti e dell’esperienza maturata. Modalità di adesione L’adesione da parte delle banche/intermediari finanziari al protocollo di intesa è volontaria. In ogni caso, gli istituti aderenti all’accordo dovranno renderlo operativo entro 60 giorni dalla data di invio all’Abi del modulo di adesione, in cui dovrà essere indicato il plafond finanziario dedicato. I finanziamenti concedibili Le banche/intermediari finanziari che aderiranno al protocollo di intesa dovranno individuare le risorse dei plafond finanziari da dedicare all’iniziativa, con riferimento a tre linee di azione: – “Investiamo nelle donne”: prestiti volti a finanziare la realizzazione di nuovi investimenti, materiali o immateriali, per favorire lo sviluppo dell’attività di impresa o della libera professione; – “Donne in start-up”: finanziamenti che consentano la costituzione di nuove imprese o l’avvio della libera professione; – “Donne in ripresa”: prestiti per aiutare la ripresa delle piccole e medie imprese e delle lavoratrici autonome che, a causa della crisi, si trovano in una situazione difficile. Pubblicità Le banche/intermediari finanziari aderenti al protocollo dovranno pubblicare sul loro sito internet, o mediante altri canali, l’ammontare del plafond finanziario dedicato alla realizzazione delle iniziative. Condizioni e garanzie I prestiti saranno a condizioni competitive rispetto alla normale offerta in relazione ad operazioni simili e con lo stesso grado di rischio. I finanziamenti potranno beneficiare della garanzia della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi a favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile o di altre eventuali garanzie, pubbliche o private. In tal caso, il costo del finanziamento sarà conseguentemente migliorato. Sospensione rimborso Sarà possibile sospendere il rimborso del capitale dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in caso di: – maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; – grave malattia dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma, ovvero del suo coniuge, o convivente, o dei figli anche adottivi; – malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma. La richiesta di sospensione – che dovrà essere corredata da un certificato di un medico abilitato all’esercizio della professione e, dove necessario, dallo stato di famiglia – potrà essere richiesta una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario. Le operazioni di sospensione determineranno la traslazione del piano di ammortamento per un periodo analogo e gli interessi sul capitale sospeso sono corrisposti alle scadenze originarie; saranno realizzate allo stesso tasso di interesse previsto nel contratto originario e senza la necessità di garanzie aggiuntive. I soggetti beneficiari Potranno accedere ai finanziamenti le Pmi a prevalente partecipazione femminile e alle lavoratrici autonome operanti in qualsiasi settore. Sono considerate imprese “femminili: le imprese individuali in cui il titolare sia una donna; le società di persone e le società cooperative nelle quali la maggioranza numerica di donne non sia inferiore al 60 per cento dei soci; le società di capitali dove le quote di partecipazione al capitale siano per almeno i due terzi di proprietà di donne e gli organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne. Requisiti Ai fini dell’ammissibilità ai finanziamenti, le Pmi e le lavoratrici autonome richiedenti dovranno essere “in bonis”, ovvero, al momento della presentazione della domanda, non dovranno avere: – posizioni debitorie classificate come “sofferenze”, “partite incagliate”, “esposizioni ristrutturate” o “esposizioni scadute/sconfinanti da oltre novanta giorni; – procedure esecutive in corso. Termine Le domande di finanziamento potranno essere presentate entro il termine del 31 dicembre 2015.


Tre linee d’azione Investiamo nelle donne Donne in start-up Donne in ripresa Beneficiari del credito Circa 1.400.000 Pmi a prevalente partecipazione femminile Lavoratrici autonome operanti in qualsiasi settore Firmatari del protocollo Dipartimento per le Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio Ministero dello Sviluppo Economico Abi Confindustria Confapi Rete Imprese Italia Alleanza della Cooperative italiane Scadenza dell’accordo 31 dicembre 2015
Protcollo_intesa_RETE_2014.pdf