Bacoli, Villa Ferretti da covo dei clan a centro di alta formazione. Intesa Comune-Università Federico II

46
in foto Gerardo Josi Della Ragione e Matteo Lorito

Villa Ferretti, l’ottocentesca dimora ai piedi del castello di Baia, sarà un nuovo Centro di Alta Formazione e una nuova sede della Federico II almeno per i prossimi vent’anni. Lo sancisce l’accordo sottoscritto stamattina dal rettore dell’Ateneo federiciano Matteo Lorito e da Josi Gerardo Della Ragione, Sindaco di Bacoli, il Comune in cui ha sede Villa Ferretti. “La residenza che si affaccia sul mare – si legge in una nota -, da bene sottratto alla criminalità organizzata, grazie alla collaborazione avviata con l’Università Federico II, rafforza la sua nuova vocazione di polo culturale e meta per il tempo libero. Casa della cultura, il Centro federiciano si occuperà principalmente di archeologia del mare e di digital humanities. L’attività sarà declinata in molteplici forme: dagli studi ai corsi alle ricerche ai workshop ai seminari alle manifestazioni culturali. Sarà anche un centro congressuale. Si comincerà subito dopo l’estate, con l’inizio del prossimo anno accademico 2022/2023. Il Centro sarà interdisciplinare, inizialmente vedrà impegnati maggiormente i Dipartimenti di Studi Umanistici, di Scienze della Terra, di Biologia”.
Sede naturale per gli studi sull’archeologia del mare, Villa Ferretti con i suoi 700 metri, distribuita su due livelli, a picco sul mare di Baia, comincerà l’attività ospitando il Centro di Alta Formazione sull’Umanistica digitale della Federico II, in cui le ricadute del processo di transizione digitale investiranno i diversi ambiti del patrimonio culturale materiale e immateriale, dalle ricerche linguistiche, filologiche e letterarie, a quelle delle metodologie storico-artistiche ed archeologiche.
Un particolare focus sarà riservato all’archeologia del mare, tema sul quale sono già attivi presso l’Ateneo federiciano vari progetti. Un patrimonio di consolidate esperienze scientifiche che potranno essere declinate anche in rapporto ai resti sommersi di Baia.
Gli affascinanti e funzionali spazi di Villa Ferretti, proprio perché destinati ad ospitare progetti a fortissima vocazione interdisciplinare, valorizzeranno l’ecosistema dell’umanista digitale, fortemente rinforzato dalla prospettiva collaborativa non incentrata su un singolo progetto.
“L’accordo firmato per Villa Ferretti è anche simbolo dell’interazione con il territorio che la Federico II sta rafforzando – ha sottolineato il rettore Matteo Lorito -. In questo accordo raccogliamo un bene confiscato alla criminalità e assegnato al comune di Bacoli che ha deciso di affidare questo bene, dopo averlo ristrutturato, alla nostra comunità. Per noi è un impegno perché acquisiamo un’altra sede, siamo già ad oltre 30 sedi, quindi è un impegno considerevole, è un bene che ha anche bisogno di manutenzione continua, ma si trova in un posto straordinario, con una valenza paesaggistica bellissima e una valenza storica e monumentale importante. È Una villa ottocentesca costruita su un’antica villa romana, infatti sono visibili resti di mura romane anche nel giardino, con un bellissimo parco che può essere utilizzato per eventi e che si trova a pelo d’acqua in uno dei posti più incantevoli dell’area di Bacoli. L’utilizzo di questa villa sarà polifunzionale perché la nostra intenzione è di avviare anche una serie di attività connesse alla transizione digitale legata a tutta l’area delle scienze umanistiche della Federico II. Ciò significa recuperare pure digitalmente i manoscritti, e archiviare e sviluppare nuove tecniche di osservazione e di studio. Sarà possibile anche potenziare un’attività che noi tradizionalmente svolgiamo con i nostri docenti di area archeologica che è quella dell’archeologia marina che abbiamo svolto dalla Calabria al basso Lazio su siti archeologici marini di grande importanza. Villa Ferretti, come Villa Orlandi a Capri, sarà sede delle nostre scuole estive, entrerà nel nostro sistema di strutture destinate alla formazione estiva e occasionale, questo vuol dire che noi porteremo in questa struttura molto bella, in un luogo che va raggiunto appositamente, giovani, stranieri, eventi. Porteremo cultura, porteremo attività di ricerca e, naturalmente, anche attivitàche hanno un impatto sul territorio locale. Una volta c’era una famiglia legata ai clan, oggi ci saranno attività culturali”.
“L’accordo di oggi prevede la consegna all’Università in comodato d’uso gratuito di un bene confiscato alla camorra – ha spiegato il sindaco Della Ragione -. Villa Ferretti, alle pendici del castello aragonese di Baia, è un bene mai aperto alla città da quando è stato confiscato nel 1997. È entrato a far parte del patrimonio comunale nel 2001, oggi è un parco pubblico con una spiaggia e a breve sarà anche un Polo Universitario. Portiamo per la prima volta a Bacoli e nei Campi Flegrei l’Università, per l’Archeologia del mare e per l’alta formazione. Questo ci permetterà di incentivare un turismo di qualità, di élite, in una frazione come quella di Baia che ha il Parco Archeologico sommerso più importante del mar Mediterraneo proprio di fronte a villa Ferretti, una struttura ottocentesca che insiste su una antica villa romana che è in parte visibile e in parte sott’acqua. Non esiste progresso e sviluppo di qualità senza una vera e propria rivoluzione culturale, il ruolo dell’università, da questo punto di vista, è fondamentale. Noi avremo a Bacoli, in una comunità di 26000 abitanti, un flusso scolastico dalle materne fino all’università e ci inorgoglisce questo processo che mette insieme, il Comune, l’Università Federico II, ma anche la Soprintendenza ai Beni Archeologici e il Parco Archeologico dei Campi flegrei perché villa Ferretti si trova sotto il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, inaugurato nel 2008 da Giorgio Napolitano, allora Presidente della Repubblica, che lo identificò come il museo più bello d’Italia. C’è una sinergia forte tra tutti gli attori culturali del nostro territorio: oggi tutti insieme puntiamo ad una valorizzazione vera, con gli imprenditori, con il mondo privato, attraverso la scuola e la formazione che è fondamentale in un reale processo di rigenerazione soprattutto dopo la pandemia’.