Bad bank, c’è l’accordo tra il Governo italiano e la Commissione UE

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Il punto. Appare poco mossa, stamane, la borsa italiana: il Ftse Mib segna -0,12%, il Ftse Italia All-Share +0,04%, il Ftse Italia Mid Cap +0,72%, il Ftse Italia Star +0,54%.

I mercati azionari europei si muovono in lieve rialzo: DAX +0,1%, CAC 40 +0,3%, FTSE 100 +0,2%, IBEX 35 +0,2%.

Il future sugli indici azionari americani è registrato in ribasso dello 0,3-0,7 per cento. Positive le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +1,41%, Nasdaq Composite +1,09%, Dow Jones Industrial +1,78%.

Tokyo è in recupero con il Nikkei 225 a +2,72% dopo il -2,35% della seduta precedente. 
Nel complesso positive le borse cinesi dopo il tonfo di martedì 26: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,35%, a Hong Kong l’Hang Seng a +1,02%.

L’Euro stabile contro dollaro e poco sotto i massimi a 1,0882 toccati poco fa. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0855. Inizio seduta positivo per l’obbligazionario eurozona. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente cede 2 bp allo 0,43%, quello del BTP scende di 4 bp all’1,49%. Lo spread scende di 2 bp a 106. 
I titoli bancari volatili in scia all’accordo tra governo italiano e Commissione UE sulla bad bank. L’indice FTSE Italia Banche al momento segna +0,9%, mentre l’EURO STOXX Banks cede lo 0,9% circa. L’accordo prevede garanzia statale solo sulle tranche senior delle cartolarizzazioni: tale garanzia sarà concessa a prezzi di mercato e solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’Investment Grade da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla BCE.

Il CEO Mario Greco lascerà la compagnia triestina per diventare, a partire dal 1° maggio prossimo, chief executive di Zurich Insurance al posto del chairman Tom de Swaan, che aveva ricoperto l’incarico ad interim dopo le dimissioni a inizio dicembre di Martin Senn.

Alle 20 (ora italiana) atteso il Federal Open Market Committee (Fomc).


Borse asiatiche
Dopo il sell-off di lunedì, abbattutosi soprattutto su Shanghai e Shenzhen, e in vista delle comunicazioni della Federal Reserve, in chiusura del meeting del Federal Open Market Committee, la seduta è complessivamente positiva per i mercati asiatici. L’Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso di oltre mezzo punto percentuale resta comunque vicino ai minimi dal 2011 toccati settimana scorsa. E a confermare quanto non sia la fiducia a governare le Borse, c’è il significativo guadagno dell’oro, bene-rifugio come pochi altri, che scambia ai massimi degli ultimi tre mesi.

Tokyo, dopo la perdita del 2,35% segnata martedì, è la migliore piazza della regione: il Nikkei 225 guadagna il 2,72% mentre è del 2,98% l’apprezzamento del Topix, l’indice più ampio della Borsa nipponica. A trainare il listino sono Suzuki Motor, in progresso dell’11,35% al termine delle contrattazioni, e SoftBank Group (6,97% il suo guadagno). Il quarto maggiore gruppo automobilistico del Giappone ha scambiato in progresso di oltre il 10% per gran parte della seduta dopo che il quotidiano Nikkei ha riportato che Suzuki starebbe trattando una partnership che potrebbe includere anche uno scambio di partecipazioni con il leader globale Toyota (che ha invece guadagnato il 3,80%). Le smentite delle due aziende non hanno però fermato il rally. Il colosso telefonico, invece, recupera terreno dopo il crollo del 3,39% di martedì causato dalla controllata Usa Sprint, che è successivamente rimbalzata a Wall Street (18,95% il suo apprezzamento) dopo avere migliorato l’outlook d’esercizio. 
Sul fronte macroeconomico, secondo il sondaggio pubblicato dalla Shoko Chukin Bank la fiducia delle piccole e medie imprese in Giappone è calata in gennaio a 47,2 punti da 48,3 punti di dicembre (49,9 in novembre e 48,7 in ottobre), ai minimi dallo scorso mese di giugno. 
Seduta più che positiva anche per Seoul, con il progresso dell’1,40% dell’indice Kospi.

Dopo il tracollo della giornata precedente Shanghai e Shenzhen aprono la nuova seduta con perdite intorno al 3% e al 5% rispettivamente. Sul fronte macro, in Cina i profitti del settore industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, sono calati in dicembre, settimo mese consecutivo di declino, del 4,7% su base annuale contro l’1,4% di flessione registrato in novembre (il calo era stato del 4,6% in ottobre). Nell’intero 2015 il declino è stato del 2,3% su base annuale. Nel corso della seduta, comunque, gli indici cinesi hanno ridotto le loro perdite e il più colpito è stato lo Shenzhen Composite (0,83% il suo declino), mentre ha chiuso in flessione dello 0,52% lo Shanghai Composite. 
Non riesce comunque il recupero neanche allo Shanghai Shenzhen Csi 300, tornato momentaneamente in positivo ma poi assestatosi a uno 0,35% di declino. Allineata invece a Tokyo e Seoul è invece la Borsa di Hong Kong: avvicinandosi alla chiusura l’Hang Seng guadagna intorno all’1,40% (poco peggiore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, in progresso di circa l’1,20%).

 

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in forte rialzo grazie alle buone trimestrali societarie, al recupero del prezzo del petrolio e ad alcuni dati macro. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,78%, l’S&P 500 l’1,41% e il Nasdaq Composite l’1,09%. 
L’Indice S&P/Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali città americane, ha evidenziato nel mese di novembre un incremento del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, superiore alle stime degli addetti ai lavori e alla rilevazione precedente fissate rispettivamente su un indice del 5,7% e del 5,5%. 
L’Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) è cresciuto dello 0,5% nel mese di novembre, di poco superiore alle attese degli addetti ai lavori fissate su un incremento dello 0,4%. Su base annuale l’indice è salito del 5,9%. Markit Economics ha comunicato la stima flash di gennaio dell’indice PMI dei Servizi: la lettura si è attestata a 53,7 punti in calo rispetto a quella del mese precedente, pari al 54,3 punti, indicando un rallentamento della crescita, sui livelli minimi da dicembre 2014. 
Il Conference Board ha annunciato che l’Indice di fiducia dei consumatori e’ salito nel mese di gennaio a 98,1 punti. Il dato e’ superiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 96,6 punti. Rivisto al ribasso il dato di dicembre a 96,3 da 96,5 punti. 
La Federal Reserve di Richmond ha comunicato che il proprio indice, che misura l’andamento dell’attività manifatturiera dell’area di Richmond, si è attesto nel mese di gennaio a 2 punti dai 6 punti del mese precedente. Il dato è inferiore alle attese degli addetti ai lavori pari a 3 punti.

Sul fronte societario sugli scudi il comparto energetico. 
Tra i singoli titoli 3M +5,23%. Il proprietario del marchio Post-it ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l’utile è diminuito a 1,04 miliardi di dollari da 1,18 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l’Eps si è attestato a 1,80 dollari, ben al di sopra rispetto agli 1,63 dollari indicati dal consensus. Meglio delle previsioni anche il giro d’affari, calato a 7,298 miliardi da 7,72 miliardi (consensus 7,21 miliardi). 
Sprint +18,85%. L’operatore di telecomunicazioni ha alzato le stime di Ebitda dell’esercizio a 7,7-8,0 miliardi di dollari contro i 6,8-7,1 miliardi attesi in precedenza.

Freeport-McMoRan +6,47%. Il gruppo minerario ha annunciato una diminuzione della perdita più forte del previsto nel quarto trimestre a 4,1 miliardi di dollari da 11,31 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Escluse le poste straordinarie la perdita per azione si è attestata a 0,02 dollari contro gli 8 centesimi indicati dal consensus. Il linea con le attese i ricavi, crollati a 3,8 miliardi da 5,2 miliardi. 
Procter & Gamble +2,56%. Il gruppo dei beni di consumo ha comunicato i risultati del secondo trimestre. L’utile è cresciuto a 3,21 miliardi di dollari da 2,37 miliardi dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono diminuiti dell’8,5% a 16,92 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’Eps si è attestato a 1,04 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,98 dollari su ricavi per 16,94 miliardi.

Johnson & Johnson +4,94%. Il gruppo farmaceutico e dei beni di consumo ha annunciato un incremento dell’utile nel quarto trimestre a 3,22 miliardi di dollari contro i 2,52 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l’Eps si è attestato a 1,44 dollari, 2 centesimi in più delle attese. Deludono invece i ricavi, scesi del 2,4% a 17,81 miliardi contro i 17,88 miliardi indicati dal consensus e l’outlook per il 2016. Nell’esercizio in corso il giro d’affari è atteso tra 70,8 e 71,5 miliardi (consensus 71,94 miliardi).

 

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,4%, il Ftse100 di Londra lo 0,5% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,8%. 
L’indice Gfk che misura la fiducia dei consumatori in Germania si attesta nel mese di febbraio a 9,4 punti, senza alcuna variazione rispetto alla rilevazione precedente, a fronte di attese pari a 9,3 punti. Dalla riunione della Fed di questa sera non sono attese novità.

Sul fronte societario Zurich Insurance +0,6%. Il gruppo assicurativo ha comunicato la nomina di Mario Greco come nuovo chief executive al posto del chairman Tom de Swaan. Basf -2%. Il gruppo chimico ha presentato risultati preliminari per il 2015 segnati dal declino a sorpresa degli utili, a causa del costante deprezzamento del greggio. Nell’esercizio, Basf ha registrato il declino del 18% dell’ebit a 6,2 miliardi di euro, a fronte di ricavi in flessione del 5% a 70,4 miliardi. La società ha rivisto al ribasso le stime di utile anche per i prossimi esercizi.

 

Italia
I titoli bancari volatili in scia all’accordo tra governo italiano e Commissione UE sulla bad bank. L’accordo prevede garanzia statale solo sulle tranche senior delle cartolarizzazioni: tale garanzia sarà concessa a prezzi di mercato e solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’Investment Grade da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla BCE. 
Positive BP Milano +1,1%, UniCredit +0,7%. Decisamente brillanti Banca MPS +7,8% e Banca Carige +5,9%: su quest’ultima Moody’s ha alzato il rating di lungo termine sui depositi a “B3”, con outlook positivo. 
Netto rialzo per STMicroelectronics (+5,8% a 6,35 euro) che ha chiuso il trim4 2015 con ricavi in calo a $1,668 miliardi da 1,829 nel trim4 2014 e utile netto a 2 milioni da 90, margine lordo al 33,8% da 33,8%. Per il primo trimestre del 2016 STM si attende una flessione dei ricavi intorno al 3% su base sequenziale, più o meno 3,5 punti percentuali. Il margine lordo del primo trimestre dovrebbe attestarsi intorno al 33,0%, più o meno 2,0 punti percentuali. STM ha annunciato che interromperà lo sviluppo di nuove piattaforme e prodotti standard per set-top box e home gateway a causa delle perdite consistenti accumulate nel corso degli anni nei set-top box in un mercato sempre più difficile. Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione su STM a HOLD da REDUCE e il prezzo obiettivo a 7 dollari (6,45 euro). FCA (+1,4%) in verde: oggi saranno pubblicati i dati del trim4 2015.

In rosso Generali (-1,6%): UBS ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da BUY a NEUTRAL. Il CEO Mario Greco lascerà la compagnia triestina per diventare, a partire dal 1° maggio prossimo, chief executive di Zurich Insurance al posto del chairman Tom de Swaan, che aveva ricoperto l’incarico ad interim dopo le dimissioni a inizio dicembre di Martin Senn.

 

I dati macro attesi oggi
Mercoledì 27 gennaio 2016

08:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) feb;

08:00 GB Indice Nationwide (prezzi abitazioni) gen;

08:45 FRA Indice fiducia consumatori gen;

10:00 ITA Indice fiducia consumatori gen;

10:00 ITA Indice fiducia imprese gen;

16:00 USA Vendite abitazioni nuove dic;

16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;

20:00 USA Riunione FOMC (Fed).