Bagnoli, in processo Eternit bis condanne solo per uno degli omicidi colposi ipotizzati. I parenti delle vittime: Vergogna

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L’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, ex proprietario della Eternit, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo dai giudici della seconda sezione della Corte di Assise di Napoli nel processo Eternit Bis. Schmidheiny era imputato per l’omicidio colposo di 6 operai di Bagnoli, esposti all’amianto nello stabilimento Eternit della zona occidentale di Napoli. La condanna è relativa a uno degli omicidi colposi ipotizzati, mentre per gli altri 5 è stata riconosciuta la prescrizione. La Procura di Napoli aveva chiesto per l’imprenditore svizzero una condanna a 23 anni e 11 mesi di reclusione per omicidio volontario.
“Vergogna, vergogna”: a gridarlo all’esterno dell’aula 116 del nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli sono stati alcuni parenti delle otto persone decedute, a causa – secondo la Procura di Napoli – dell’esposizione alle fibre di amianto nello stabilimento Eternit di Bagnoli. La reazione ha fatto seguito alla lettura della sentenza con la quale l’imprenditore svizzero Stephan Ernest Schmidheiny, 74 anni, è stato condannato per l’omicidio colposo del solo Antonio Balestrieri, assolto per il decesso di Franco Evangelista, mentre per le altre sei vittime il procedimento è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione.