Balneari, è polemica per la riduzione dei canoni demaniali nel 2024

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Foto di Alev Takil su Unsplash

“E’ indispensabile una discussione seria e non strumentale sulle problematiche degli imprenditori balneari italiani”, afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio. “Caso emblematico dell’uso, tanto strumentale quanto superficiale, è la polemica sui canoni. La riduzione del 4,5 per cento previsto per quest’anno, così come l’aumento del 25 per cento del 2023, sono dovuti alle variazioni dell’indice Istat così come previsto dall’articolo 1 comma 252 della legge numero 296/2006. È questa la legge che stabilisce i canoni demaniali”. Basterebbe vedere chi all’epoca aveva responsabilità di governo per scoprire tutta la strumentalità del dibattito politico. La questione balneare non è sorta adesso, ma nel 2009, da allora si sono succeduti otto governi di ogni schieramento politico. Tutti hanno prorogato la durata delle concessioni e nessuno ha messo mano alla riforma dei canoni demaniali. Nessun politico può ergersi a giudice. “Invece di utilizzare la questione balneare per mettere in difficoltà il governo di turno si impegnino tutti per una soluzione strutturale e definitiva – ha concluso il presidente del sindacato – con serietà, responsabilità, ma, soprattutto, con spirito di verità”.