Quasi un bambino italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà, povertà che incide sui livelli di salute, tanto che il 27% dei bambini e degli adolescenti italiani di età compresa tra i 5 e i 19 anni è classificato come in sovrappeso. Questi i dati che emergono da un’analisi pubblicata dall’Unicef Office of Strategy and Evidence–Innocenti, una ’Report Card’ secondo cui in generale la disuguaglianza economica nei Paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori tra i bambini.
“La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita – dichiara Bo Viktor Nylund, direttore Unicef Innocenti -. Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili”.
In media, nei paesi considerati, quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito e i bambini nei paesi con i livelli più elevati di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso. L’Italia si colloca al 22mo posto su 40 per la disparità di reddito e al 30mo posto per la povertà minorile. Occupa poi il 12mo posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi e si trova al 10mo posto per il benessere mentale, al 17mo per la salute fisica e al 25mo per le competenze. Nel nostro Paese, infine, la mortalità per suicidio tra i 15-19enni è di 2,82 per 100.000, uno dei tassi più bassi in Europa; sul fronte dell’istruzione, gli adolescenti italiani dedicano più tempo ai compiti rispetto ai coetanei di quasi tutti gli altri paesi inclusi nella Report Card.





































