Banca di Credito Popolare, risultati al 30 settembre: il piano di rilancio funziona

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In foto Felice Delle Femine, direttore generale della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco
Il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Popolare ha approvato i risultati al 30 settembre 2018, che includono gli impatti della prima adozione dell’IFRS9, chiudendo i nove mesi del 2018 con un utile netto di 4 milioni.
Migliora la solidità patrimoniale, espressa dall’indicatore TCR (Total Capital Ratio), che si porta al 13,05%, in miglioramento rispetto agli ultimi due esercizi e già in linea con i limiti normativi SREP previsti a partire dall’esercizio 2019.
Migliora la redditività dell’Istituto. + 18,3% il Risultato della gestione operativa a 31,9 milioni (+4,9 milioni rispetto ai 26,9 milioni dei nove mesi 2017).
• Buona la tenuta dei Proventi operativi a 78,5 milioni (-0,5% a/a).
• Ancora in contrazione il margine di interesse (-4,2%), condizionato dalla significativa attività di derisking di fine 2017 ma in via di ricomposizione in funzione delle intraprese politiche commerciali più competitive e in particolare della consistente espansione degli impieghi vivi, grazie ai 209 milioni di nuove erogazioni nei 9 mesi del 2018.
• Stabili a 26,3 milioni le commissioni nette (+0,1% a/a).
• Oneri operativi, depurati delle poste non ricorrenti legate ai diversi progetti e alla migrazione al nuovo provider IT, pari a 46,6 milioni, in calo (-10,2%). Al 60% l’indicatore di efficienza operativa cost/income ratio, che migliora significativamente (-645 p.b.) rispetto al 2017.
In ulteriore significativo rafforzamento la copertura (coverage ratio) dei crediti deteriorati che si porta al 53,5% (+407 p.b. rispetto al 49,4% di fine 2017) con una riduzione delle esposizioni deteriorate nette di 10,4 milioni rispetto allo stock di fine 2017 ed in presenza di un costo del credito più che dimezzato rispetto a quello del 2017.
Gli impieghi vivi si attestano a 1,276 milioni, in crescita di circa 35 milioni (+3,2%) rispetto ai valori di fine 2017, trainati da 209 milioni di nuove erogazioni effettuate nei nove mesi (+54% rispetto ai nove mesi del 2017).
La raccolta globale depurata della componente istituzionale, ancora oggetto di ricomposizione tra raccolta diretta e raccolta indiretta, si attesta a 2,401 milioni in calo dell’1,97% rispetto a dicembre 2017, originato in parte dall’effetto mercato relativo alla raccolta indiretta. Componete, quest’ultima, comunque in crescita del 6,58%.
Il Direttore Generale Felice delle Femine ha tenuto a sottolineare come i risultati dei nove mesi del 2018 ed un ROE annualizzato al 3% grazie ai migliorati indicatori di redditività e di efficienza operativa, in uno con la solidità patrimoniale e con un ulteriore rafforzamento delle percentuali di copertura degli NPL, evidenzino un generalizzato miglioramento rispetto all’esercizio 2017. Tali andamenti, a riprova dell’efficacia delle misure di rilancio adottate dall’Istituto, confermano l’aspettativa del pieno rispetto degli obiettivi del piano industriale.