Banca Generali, a Napoli il private banking al fianco degli imprenditori campani tra opportunità e sfide

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Un evento per puntare i riflettori sulle imprese campane e sulle le sfide e le opportunità che si trovano ad affrontare nel complesso scenario di mercati sempre più globalizzati, in cui far emergere i propri valori distintivi di innovazione e competitività. Per mettere l’accento sul ruolo che il private banking può giocare al fianco degli imprenditori per trovare soluzioni d’eccellenza a queste sfide d’impresa.

È stato questo il focus dell’evento “Opportunità e sfide per le imprese”, organizzato dai private banker di Napoli di Banca Generali Private e tenutosi nel capoluogo campano, di fronte ad oltre 50 tra imprenditori e professionisti. Protagoniste dell’incontro, promosso grazie all’impegno del District Manager Gianfranco Autuori, sono state le imprese del territorio, attive in particolare nei settori agroalimentare, noli, articoli e accessori moda di eccellenza.

Il convegno, aperto da Sergio Sgaglione, Area Manager di Banca Generali, ha avuto il proprio cuore negli interventi di Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali, e di Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte. Al centro della scena, oltre al panorama competitivo globale per le aziende, ci sono state le opportunità offerte sia dall’Equity capital market sia dal Debt Capital market, in chiave di supporto alle operazioni di crescita, anche attraverso M&A, o a riorganizzazioni in chiave di passaggio generazionale.

Tra i temi più caldi in questo senso c’è il supporto alla continuità generazionale. Oltre 300 miliardi di ricchezza finanziaria passeranno di mano all’interno delle famiglie private entro il 2033 (dati AIPB), mentre le cessioni di imprese saranno quasi 4.000 nei prossimi 10 anni, secondo uno studio del Politecnico di Milano.

Uno scenario in cui l’attività di M&A e l’apertura al mercato dei capitali possono giocare un ruolo cruciale. Lo dimostrano i numeri: il 2025 si è chiuso con circa 1.400 deal conclusi secondo i dati KPMG, sostenuto dal crescente interesse degli investitori finanziari con oltre 500 operazioni concluse, in crescita del +30% rispetto al 2024.

“Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati, passando per operazioni di riassetto di governance, anche in chiave successoria, i private banker hanno un ruolo sempre più centrale nell’affiancare gli imprenditori nell’affrontare tutti i momenti chiave del ciclo di vita aziendale. Un compito di regista del rapporto tra operatori specializzati e chi fa impresa, grazie a una prospettiva priva di conflitti d’interesse, pienamente allineata agli obiettivi dell’imprenditore e fondato sulla relazione di fiducia. Una missione per noi cruciale, perché crediamo che la protezione del patrimonio degli imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, spiega Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali.

Banca Generali ha fatto negli anni della vicinanza alle aziende, agli imprenditori e ai professionisti uno dei punti di forza del proprio modello d’offerta, grazie all’ampia gamma di servizi nel “wealth management” e nel corporate advisory, culminata nel 2025 con l’acquisizione delle competenze di investment banking di Intermonte, da oltre trent’anni al fianco delle PMI italiane nel dialogo con i mercati dei capitali.

“Molte imprese si trovano infatti ad affrontare passaggi chiave, come il ricambio generazionale e la necessità di evolvere il proprio posizionamento competitivo. In questo quadro, la governance diventa una leva strategica: definire strutture decisionali solide è fondamentale per assicurare continuità e valorizzare nel tempo il patrimonio imprenditoriale, mentre l’M&A si sta così affermando sempre più come uno strumento strutturale di crescita, da integrare nei piani industriali per supportare lo sviluppo e consolidare la competitività nel lungo periodo”, ha spiegato Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte.