Banche, Consiglio dei ministri orientato verso una holding unica

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Il consiglio dei ministri, dopo aver valutato diverse soluzioni, sarebbe orientato a puntare sulla holding unica – si sottolinea in ambienti dell’Esecutivo – per la riforma del credito coperativo.

ll Cdm ha approvato “il ddl di riforma del diritto fallimentare” che “domani i ministri Guidi e Orlandi illustreranno. Non ci sarà Padoan impegnato” a Bruxelles, ha detto il premier Matteo Renzi al termine del cdm sulle banche. “Ci auguriamo” – ha proseguito Renzi – che la riforma delle banche popolari “sia recepito nel modo più intelligente e innovativo possibile dai singoli soggetti delle banche popolari, spero possano rapidamente fondersi, unirsi, aggregarsi, nel rispetto della loro autonomia”.

“Le vendite all’asta saranno per tutto il 2016 esenti dall’imposta di registro, vale più di 200 milioni ed è un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati”. Così Matteo Renzi presentando il decreto sulle banche.

Per le misure “per i rimborsi alle persone che verranno riconosciute come truffate dall’arbitrato, non c’è bisogno di un decreto legge, si tratta di aspettare il dpcm e il decreto ministeriale che sono sostanzialmente pronti e saranno presentati nei prossimi giorni”, prosegue Renzi al termine del Cdm sottolineando che “abbiamo avuto l’ipotesi di poter modificare la legge di stabilità con decreto legge ma ci sembrava una ipotesi arzigogolata. Non c’è stato nessun slittamento o rinvio” ma la scelta “di non modificare leggi che sono già attive”.

In merito all’accordo per la fusione tra la Banca Popolare di Milano e il Banco Popolare, ieri il presidente del Banco, Carlo Fratta Pasini e i numeri uno della Bpm, Piero Giarda e Mario Anolli sono stati ricevuti in Bankitalia e a seguire nel pomeriggio il Ceo della Verona, Pier Francesco Saviotti, accompagnato dal direttore generale Maurizio Faroni, e il numero uno della Milano, Giuseppe Castagna, hanno fatto visita nel quartiere generale della Bce a Francoforte. L’incontro è stato definito informale e costruttivo ma ufficialmente i portavoce delle due banche non hanno rilasciato nessun commento nel merito.

Si tratta della prima volta che due banche popolari si fondono sotto la vigilanza europea e l’appuntamento sarebbe servito a presentare i contenuti dell’accordo in modo da poter poi procedere in sede di consiglio. La parola passa quindi ai board delle due banche che al momento non risultano convocati ma non si esclude che questo possa avvenire a stretto giro. Alcune fonti ritengono però difficile che si possano tenere già questo fine settimana.

 

Il consiglio dei ministri, dopo aver valutato diverse soluzioni, sarebbe orientato a puntare sulla holding unica – si sottolinea in ambienti dell’Esecutivo – per la riforma del credito coperativo.

ll Cdm ha approvato “il ddl di riforma del diritto fallimentare” che “domani i ministri Guidi e Orlandi illustreranno. Non ci sarà Padoan impegnato” a Bruxelles, ha detto il premier Matteo Renzi al termine del cdm sulle banche. “Ci auguriamo” – ha proseguito Renzi – che la riforma delle banche popolari “sia recepito nel modo più intelligente e innovativo possibile dai singoli soggetti delle banche popolari, spero possano rapidamente fondersi, unirsi, aggregarsi, nel rispetto della loro autonomia”.

“Le vendite all’asta saranno per tutto il 2016 esenti dall’imposta di registro, vale più di 200 milioni ed è un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati”. Così Matteo Renzi presentando il decreto sulle banche.

Per le misure “per i rimborsi alle persone che verranno riconosciute come truffate dall’arbitrato, non c’è bisogno di un decreto legge, si tratta di aspettare il dpcm e il decreto ministeriale che sono sostanzialmente pronti e saranno presentati nei prossimi giorni”, prosegue Renzi al termine del Cdm sottolineando che “abbiamo avuto l’ipotesi di poter modificare la legge di stabilità con decreto legge ma ci sembrava una ipotesi arzigogolata. Non c’è stato nessun slittamento o rinvio” ma la scelta “di non modificare leggi che sono già attive”.

In merito all’accordo per la fusione tra la Banca Popolare di Milano e il Banco Popolare, ieri il presidente del Banco, Carlo Fratta Pasini e i numeri uno della Bpm, Piero Giarda e Mario Anolli sono stati ricevuti in Bankitalia e a seguire nel pomeriggio il Ceo della Verona, Pier Francesco Saviotti, accompagnato dal direttore generale Maurizio Faroni, e il numero uno della Milano, Giuseppe Castagna, hanno fatto visita nel quartiere generale della Bce a Francoforte. L’incontro è stato definito informale e costruttivo ma ufficialmente i portavoce delle due banche non hanno rilasciato nessun commento nel merito.

Si tratta della prima volta che due banche popolari si fondono sotto la vigilanza europea e l’appuntamento sarebbe servito a presentare i contenuti dell’accordo in modo da poter poi procedere in sede di consiglio. La parola passa quindi ai board delle due banche che al momento non risultano convocati ma non si esclude che questo possa avvenire a stretto giro. Alcune fonti ritengono però difficile che si possano tenere già questo fine settimana.