Banche: da Credit Agricole scossa a consolidamento, mercato guarda a Unicredit

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(Adnkronos) – La mossa del Credit Agricole su Banco Bpm dà una nuova scossa al risiko bancario in Italia. L’acquisto del 9,2% del capitale dell’istituto di piazza Meda da parte del gruppo francese ha dato una scossa ai titoli del comparto bancario a Piazza Affari, ancora sofferenti dopo la correzione dello scorso febbraio. Per Banco Bpm ora il mercato si aspetta un’operazione sul modello del Credito Valtellinese. Nel 2018 il gruppo francese acquisì il 5% dell’istituto valtellinese, poi incrementato al 9,8%, e nel 2021 lanciò un’offerta pubblica di acquisto. Il percorso, secondo alcuni analisti contattati dall’Adnkronos, dovrebbe essere simile, con l’unica incertezza dei tempi. 

“Mi stupirei se le tempistiche cambiassero e credo che saranno più lunghe di quanto il mercato si aspetta”, dice Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik. Il gruppo francese, che non ha ancora chiesto l’autorizzazione a salire oltre il 10% dell’istituto di piazza Meda, potrebbe rimanere fermo in attesa di vedere la reazione della politica e del titolo, come anche la situazione generale dell’economia, con l’impatto del rialzo dei tassi di interesse e del rallentamento della crescita. Ma sul lato politico, spiega Scauri, “l’attuale governo è molto europeista e non si metterà di traverso”.  

Per Gianrito Nicodemo, gestore di Zest, gruppo svizzero di asset management, invece, l’operazione potrebbe essere “decisamente più rapida” rispetto ai due anni passati prima dell’Opa sul Creval. La valutazione a cui il Credit Agricole ha comprato la quota di Banco Bpm è però “piuttosto bassa”, visti i livelli di sconto sul book di circa il 60%. “A questi prezzi l’acquisizione richiederebbe un premio piuttosto consistente per gli azionisti, anche perché la posizione di capitale della banca è considerevolmente migliorata e l’ad Castagna ha fatto un ottimo lavoro”. 

In ogni caso l’integrazione di Banco Bpm nel gruppo francese è apprezzata dagli analisti. Secondo un report di Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Giuseppe Castagna è “un candidato perfetto da includere nel processo di consolidamento” e una sua integrazione nel Credit Agricole “industrialmente avrebbe senso, perché rafforzerebbe il loro posizionamento competitivo e genererebbe sinergie”. L’acquisizione della quota, secondo Equita, è “positiva per Banco Bpm dato che da un lato è prova della solidità delle prospettive future dal punto di vista operativo, dall’altro riteniamo ravvivi l’appeal speculativo sul titolo, alla luce della presenza di un investitore industriale di qualità come Credit Agricole, con un comprovato track record in ambito M&A”. 

Resta da vedere quale sarà la reazione di Unicredit, che nei mesi scorsi avrebbe esaminato l’opzione di un’offerta su Banco Bpm. “Se Unicredit dovesse rompere gli indugi e lanciare un’Opa, lo farebbe a un prezzo elevato e il ritardo sarebbe difficile da giustificare”, dice Scauri. L’intervento del gruppo francese, poi, mette in difficoltà la banca di piazza Gae Aulenti, “già in una situazione difficile a causa della situazione in Russia. Ora sarà più complicato dire di no al governo a un’acquisizione di Mps”. 

Per Nicodemo, però, l’ipotesi di una battaglia a colpi di Opa “è piuttosto remota. Una guerra sanguinosa sul prezzo non conviene né a Unicredit né al Credit Agricole”. E se Unicredit rimane ancora “la prima candidata” a rilevare Mps quando sarà ricapitalizzata, il gruppo di piazza Gae Aulenti potrebbe non limitarsi a una crescita per linee esterne in Italia. “Le cessioni dell’ex ad Mustier hanno creato dei buchi, quindi il gruppo potrebbe guardare all’estero per aumentare le proprie capacità. E Andrea Orcel -conclude Nicodemo- ha tutta l’expertise per cercare le sue prede anche all’estero”.