Banche, in 10 anni raddoppiati i depositi
Meno della metà per famiglie e imprese

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In dieci anni le banche italiane hanno visto praticamente raddoppiare i propri depositi (+96%), per un controvalore di circa 1.160 miliardi di euro, ma di questi In dieci anni le banche italiane hanno visto praticamente raddoppiare i propri depositi (+96%), per un controvalore di circa 1.160 miliardi di euro, ma di questi meno della meta’ (530 miliardi) e’ servita a finanziare famiglie e imprese (+47% nello stesso periodo), mentre la restante parte e’ stata utilizzata per triplicare l’esposizione in titoli (cresciuta del +189% per una cifra corrispondente di 559 miliardi). Lo rivela una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, che ha rielaborato le rilevazioni del Sistema europeo delle Banche centrali (http://impresalavoro.org/raddoppiano-i-depositi-delle-banche-italiane/). Analizzando 14 diversi sistemi bancari europei, l’Italia si colloca nei primi posti delle classifiche tra quelli che hanno visto incrementare maggiormente il proprio stock dei depositi nel periodo che va dal 2005 al 2015. La crescita, per il nostro Paese, corrisponde sostanzialmente a un raddoppio: da 1.207 a 2.368 miliardi, gran parte dei quali accumulati nel periodo pre-crisi. Anche dopo il fallimento di Lehman Brothers, tuttavia, il sistema ha continuato ad aumentare la raccolta, seppure a una velocita’ inferiore (+205 miliardi). Impiego dei presiti Diverso il discorso per quanto riguarda l’impiego di prestiti all’economia reale, in particolare a famiglie e imprese: in questo caso l’Italia si ritrova solo nella seconda meta’ della classifica, con una crescita del +47% corrispondente a 530 miliardi. Rispetto al settembre 2008 (data considerata come lo “spartiacque” della crisi), i prestiti alle imprese sono diminuiti del 6% (56 miliardi) mentre verso le famiglie sono comunque aumentati del 28% (132 miliardi). Ad aumentare negli attivi dei bilanci bancari italiani e’ stato infatti l’impiego in titoli di Stato e obbligazionari, triplicati nell’ultimo decennio con un aumento di 559 miliardi (+189%). Solamente il sistema portoghese ha visto nello stesso periodo una crescita maggiore della nostra, mostrando un +288% pari a circa 81 miliardi. “Questi dati – osserva il presidente di ImpresaLavoro, Massimo Blasonicertificano la radicale trasformazione del modello di business delle nostre banche rispetto ai livelli pre-crisi, al quale e’ corrisposto un ricorso ben maggiore all’acquisto di titoli di Stato e obbligazionari rispetto agli impieghi verso famiglie e, soprattutto, verso le imprese. In tale direzione infatti si e’ incanalata la maggior parte degli oltre 1.100 miliardi di nuovi depositi, al quale peraltro si e’ accompagnata una crescita di 276 miliardi della raccolta in titoli di debito e di ulteriori 271 miliardi di capitale e riserve“.