Bankitalia, al Sud cali significativi dell’occupazione nei prossimi mesi

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“Al Sud il peso delle attivazioni temporanee supera il 70% mentre al Nord si attesta intorno al 50%, il che fa prevedere che nelle regioni del Sud potrebbero manifestarsi significativi cali dell’occupazione nei prossimi mesi”. Lo evidenzia la Banca d’Italia in un focus sull’occupazione. L’analisi parte dai dati sui contratti di lavoro attivati e cessati da febbraio fino a meta’ aprile 2020 di tre regioni (Veneto, Piemonte e Toscana), nelle quali si concentrava il 23,7% dei dipendenti in Italia nel 2019. Nelle tre regioni esaminate vi e’ un calo nelle attivazioni di contratti di lavoro dipendente, ma in Piemonte il calo e’ meno intenso; Veneto e Toscana infatti sono di norma interessati da occupazione a termine e stagionale nei servizi (commercio, ristorazione…) e nel turismo, settori particolarmente colpiti dalla crisi economica da Covid-19. La nuova pubblicazione diffusa oggi sul sito della Banca d’Italia, della serie “Note Covid-19”, dal titolo “La crisi COVID e il mercato del lavoro: alcune conferme, alcune specificita’ regionali, alcune ipotesi”, e’ stata realizzata dagli economisti della Banca d’Italia Giulia Bovini, Silvia Camussi, Mauro Durando, Maurizio Gambuzza, Nicola Sciclone, Eliana Viviano: Sono le assunzioni con contratti a termine a calare notevolmente dall’inizio della crisi, soprattutto in Veneto e Toscana; tali regioni presentano di solito una concentrazione delle variazioni a inizio e fine stagione, in quanto più attive nei settori del turismo e dei servizi collegati soggetti ad alta stagionalita’. In Piemonte il minor peso del settore turistico determina una minore diffusione dei contratti stagionali: nel 2018 rappresentavano il 3% dei contratti attivati, contro il 10% del Veneto e il 9% della Toscana.
La dinamica e’ confermata se si confrontano con quelli di altre regioni a vocazione turistica (oltre il 34% delle attivazioni sono contratti a termine nella provincia di Bolzano, 10% in Campania e Sicilia, il 22% in Sardegna, con picchi nel periodo estivo). Nel Mezzogiorno il peso delle attivazioni temporanee supera il 70% mentre al Nord si attesta intorno al 50%, il che fa prevedere che nelle regioni del Sud potrebbero manifestarsi significativi cali dell’occupazione nei prossimi mesi.