Bankitalia: Cida, da corpi intermedi risposta a venti di crisi

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Roma, 29 mag. (Labitalia) – “Facciamo nostro il richiamo al senso di responsabilità lanciato dal governatore della Banca d’Italia, mettendo la nostra competenza e professionalità al servizio del Paese per accrescerne reddito e benessere”. Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e alte professionalità pubbliche e private commentando le ‘considerazioni finali’ di Ignazio Visco.

“Mai come in questo momento -ha aggiunto Ambrogioni- il ruolo dei ‘corpi intermedi’ ha una valenza non solo economica, ma sociale e politica. Lungi dall’essere superati da una visione fin troppo schematica ed elementare della dialettica democratica i corpi intermedi, rappresentativi di diritti, interessi e portatori di capacità, intelligenze e spirito innovativo, possono rappresentare la ‘marcia in più’ per sollevare il Paese dal senso di confusione e smarrimento in cui sembra caduto”.

“I nostri manager -ha continuato- si confrontano quotidianamente sui mercati internazionali e il messaggio che recano è quello di un Paese ambizioso, che vuole essere più competitivo e che ha le capacità intellettuali e morali per affermarsi. Lo dimostriamo, ogni giorno, in Europa con i nostri partner, senza soggezioni né timori reverenziali ma con il riconoscimento del nostro lavoro e del nostro impegno”.

“Questa ‘visione’ l’abbiamo nel nostro Dna -ha spiegato- e stiamo faticosamente portandola nelle aziende, nelle scuole, nella sanità, nella pubblica amministrazione. E’ una strada in salita, visto che continuiamo a rimanere in fondo alle classifiche internazionali che misurano il ‘merito’ nelle università e nel mercato del lavoro, privato e pubblico. Ma è anche una diretta testimonianza della scelta a ‘non mollare’ sulla strada delle riforme, nel rispetto delle regole del gioco, a non cedere alla tentazione di scorciatoie inesistenti o al velleitarismo di risposte facili rispetto a domande complesse.

“In un momento in cui gli indicatori economici e finanziari sono scossi dall’emotività e dall’incertezza del quadro politico e non già dai fondamentali dell’economia, i manager garantiscono il lavoro di squadra, lo sforzo continuo di migliorarsi e la capacità di redistribuire il sapere e le competenze”, ha sottolineato.

“Questo senso di appartenenza è un prezioso collante di fronte alle forze centrifughe che stanno minando le nostre stesse istituzioni. Senza volerci sostituire ai partiti, ma consapevoli che stiamo vivendo un passaggio delicato della nostra storia, i corpi intermedi, tutti, devono far sentire la loro voce e mostrarsi uniti nella difesa dei valori costituzionali e repubblicani”, ha concluso Ambrogioni.