Battipaglia verso il restyling
L’urbanistica parte dal basso

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Ecologica, pubblica, rigenerata e creativa. Quattro aggettivi che guideranno la rinascita urbanistica di Battipaglia (Sa), corrispondenti ai quattro temi cardine intorno ai quali ruoterà la riqualificazione Ecologica, pubblica, rigenerata e creativa. Quattro aggettivi che guideranno la rinascita urbanistica di Battipaglia (Sa), corrispondenti ai quattro temi cardine intorno ai quali ruoterà la riqualificazione della città e delle sue periferie. Procedono a passo spedito le attività del gruppo incaricato dal Comune: nei giorni scorsi l’ultimo incontro con la cittadinanza, gli imprenditori e le associazioni del territorio e tra pochi giorni, il 6 maggio, il prossimo. La città, oggetto di unprogetto di rammendo delle periferie che ha “scomodato” un team nazionale di architetti, molti dei quali legati al gruppo G124 di Renzo Piano, è pronta a un restyling. Ma non si tratta di un progetto qualsiasi: la novità dell’iniziativa coordinata da Massimo Alvisi, architetto romano e tra i tutor del G124 , e da Christian Iaione, docente di governance dei beni comuni alla Luiss di Roma, è che i primi ad avere voce in capitolo nel recupero della città saranno i cittadini. Con loro si stanno interfacciando i tecnici del Comune, così come Alvisi, Iaione e altri soggetti coinvolti: Umberto Bloise, urbanista; Paola Cannavò, architetto; Carlo Colloca, sociologo; e i cinque giovani architetti che da alcuni giorni hanno dato vita al team autonomo denominato “Insiti”. “Sul territorio è stata riscontrata una carenza cronica di spazi pubblici verdi e di aggregazione – spiega Alvisi – perciò sarà utile recuperarlo e convertire spazi inutilizzati. Ecco perché il primo dei quattro temi è “Battipaglia pubblica” e per questo servirà collaborazione attraverso partenariati pubblico-privato-civici e comunità”. Andranno inoltre recuperati i luoghi abbandonati (uno dei quali, la scuola De Amicis, è attualmente utilizzato come sede degli incontri tra il team progettuale e la cittadinanza) come ex attività industriali dismesse, beni confiscati alle mafie e edilizia abusiva. E ancora: si reinvestirà nella cura collaborativa della “salute del territorio” a fronte di rischi idrogeologici e inquinamento delle falde . Quarto tema cardine, la conoscenza, con edifici dal valore culturale che diventeranno nodi strategici su cui basare lo sviluppo cognitivo della città. Terminata la fase progettuale, il prossimo step sarà un cantiere-evento in calendario il 22 giugno. E dopo? Per realizzare il progetto? “Il Comune ha due scelte principali – prosegue Alvisi -: o bandire un concorso per la realizzazione, oppure far realizzare il piano, sulla base delle linee guida già redatte, dai tecnici del Comune, già addentro il progetto, con un affiancamento da parte nostra, che siamo pronti a garantire. Il risvolto per il nostro gruppo sarà stato comunque quello di aver dato vita a un modello che sarà replicabile su vasta scala per ogni città”.