Bce, ancora su i tassi di interesse. Di Fiore (Tributaristi): Imprese in forte sofferenza, servono interventi urgenti

117
in foto Michele Fiore

“In risposta all’inflazione, la BCE continua ad alzare i tassi di interesse, con gravi conseguenze su imprese e privati che vedono incrementare i propri oneri. È una situazione insostenibile che richiede interventi urgenti sia da parte del Governo che dell’Unione Europea” – è l’appello lanciato da  Michele Di Fiore, Presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Napoli, che aggiunge: “I contribuenti e le aziende pagheranno ogni giorno di più le conseguenze di tali scelte politico-economiche.”

Presidente, in che modo?
“Sui primi ricadrà la diminuzione della capacità di spesa con una riduzione dei consumi oltre che l’aumento del peso dei mutui e dei prestiti; sulle seconde graverà l’impossibilità di affrontare tutte le spese della produzione e di accesso ad aiuti bancari. Ne conseguirà che le imprese più solide diminuiranno gli investimenti mentre quelle più piccole correranno il rischio del fallimento.  Inoltre, i risparmi non saranno rivalutati e, quindi, svalutati per effetto dell’inflazione galoppante”.

Quale la situazione in regione e in città?
La situazione politica ed economica in Italia è delicata; quella del Meridione ancor di più. Il Sud Italia risente maggiormente delle grandi trasformazioni degli ultimi tempi: l’aumento dei debiti pubblici, le variazioni degli equilibri geopolitici aggravate dal Covid-19, lo scoppio della guerra, la crisi del grano, il caro energia e non solo hanno inciso sulle aziende campane e napoletane. Nella nostra regione si è registrata una forte contrazione dell’offerta e un aumento dei prezzi, con un impatto sempre più negativo sulle economie territoriali – rappresentate spesso dalla produzione e dal commercio di beni di nicchia – riducendo la crescita e determinando una recessione. Soprattutto nel settore alimentare, logistica, manifatturiero e servizi. Le misure della BCE rischiano di rallentare ulteriormente, se non frenare del tutto, l’economia campana e napoletana con un forte impatto soprattutto per le Pmi.

Cosa potrebbe fare il Governo per provare ad arginare il problema?
Spingere l’Europa ad un cambio di rotta. La linea di intervento corretta avrebbe dovuto essere una tempestiva stretta monetaria per abbattere le aspettative di inflazione, neutralizzata da un aumento di investimenti pubblici per compensare il rischio di recessione. E, in ogni caso, almeno in Europa, più che di politiche di segno restrittivo, vi sarebbe la necessità di interventi specifici volti a compensare le carenze di offerta nei diversi settori di ciascun Paese. Invece, la reazione della BCE è stata un mero graduale aumento dei tassi nel quasi silenzio dei nostri rappresentanti.

Quale contributo possono dare gli avvocati tributaristi in questo scenario?
In questo delicato quadro, un piccolo compito è rimesso a noi avvocati tributaristi: affermare la necessità di una politica economica ed energetica comune per l’Unione Europa. In questa situazione sarebbe opportuno fare leva sulla zona dell’euro, introducendo da subito elementi di cooperazione rafforzata in campo economico e tributario. Più nel concreto, la nostra figura potrebbe essere da supporto ad aziende e privati per la gestione delle linee di credito – penso, ad esempio, alla valutazione di una surroga per passare da un tasso variabile ad un tasso fisso, al passaggio ad un tasso misto o mutuo a rata protetta, alla rinegoziazione del mutuo – e l’accesso alle agevolazioni e credi di imposta.

Come vede il prossimo futuro?
È difficile dirlo. Molto dipende dalla risposta dell’inflazione a tale tipo di scelta della BCE. Se l’inflazione cala, allora anche la soluzione adottata dalla BCE potrebbe vedere un ripensamento e dare così maggiore ossigeno ad aziende e privati. Se l’effetto desiderato – la diminuzione dell’inflazione – non sarà repentina e la BCE continuerà con l’aumento dei tassi, assisteremo – con molta probabilità – ad una nuova congiuntura economica.