Bce, l’allarme della Cgia: Il Quantitative Easing non sta funzionando. Prestiti alle imprese giù di 15 mld

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A un anno dall`avvio dei massicci acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea (60 miliardi al mese), non trovano soluzioni i problemi nell`Eurozona della bassa inflazione e della stretta dei prestiti alle imprese. E’ quanto afferma la Cgia di Mestre secondo cui i risultati del Qe sono stati deludenti. “Sebbene la Bce abbia acquistato più di 87 miliardi di titoli di stato italiani (dati al 31 gennaio 2016, pari al 16 per cento del totale), con riferimento agli ultimi 12 mesi, l`inflazione è salita di appena lo 0,2 per cento, mentre i prestiti alle società non finanziarie (cioè alle imprese) sono scesi del 2,3 per cento, pari a una contrazione di 15 miliardi di euro”, sottolinea la Cgia. Il credito alle imprese, osserva la Cgia, stenta a ripartire nonostante la domanda di finanziamenti da parte delle aziende registrata nel 2015 risulti in aumento (+4,5 per cento rispetto al 2014). “I dati relativi agli impieghi totali alle imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici) indicano come, dalla fine del 2014 alla fine del 2015, le consistenze siano scese ancora di quasi 15 miliardi di euro (-1,6%) con saggi più negativi in Lazio (-4,6%), in Veneto (-3,4%), in Calabria (-3,3%) e in Basilicata (-3,0%). Le imprese italiane sono ancora nella morsa del credit crunch anche se cominciano ad intravedersi alcuni cambi di tendenza: in Campania (+0,2%), Abruzzo (0,5%), Trentino Alto Adige (+2,1%), Sardegna (+2,9%) e Friuli Venezia Giulia (+3,5%) gli impieghi alle imprese sono cresciuti tra il 2014 e il 2015”. Lazio e Veneto – precisa il coordinatore dell`Ufficio studi Paolo Zabeo – hanno subito una caduta verticale dei prestiti alle imprese, rispettivamente di 4,5 e di 3,3 miliardi di euro nell`ultimo anno. Se per il Lazio la causa di questa flessione va ricercata nella specificità di questa regione, molte grandi imprese e gruppi societari hanno la sede legale a Roma, in Veneto, invece, la contrazione è in parte riconducibile alla difficile situazione in cui stanno vivendo i due principali istituti di credito regionali: Veneto Banca e la Popolare di Vicenza. “E` presumibile – conclude Zabeo – che le gravi vicende societarie che si sono abbattute su questi due istituti nell`ultimo anno abbiano scoraggiato molti imprenditori a rivolgersi alle banche. Il Veneto, infatti, è stata una delle poche regioni che nel 2015 ha registrato una variazione negativa della domanda di credito e questo potrebbe avere enfatizzato la riduzione dei prestiti bancari alle aziende del nostro territorio”.