Bce, nuovo calendario per il Consiglio

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A cura di Antonio Arricale Mario Draghi fa sempre più “l’americano”. Riunioni del consiglio non più ogni quattro, ma ogni sei settimane e soprattutto diffusione dei verbali del dibattito sui tassi, come A cura di Antonio Arricale Mario Draghi fa sempre più “l’americano”. Riunioni del consiglio non più ogni quattro, ma ogni sei settimane e soprattutto diffusione dei verbali del dibattito sui tassi, come è prassi per Federal Reserve, Banca d’Inghilterra e Banca del Giappone. Queste le novità che la Banca centrale europea si appresta a introdurre da gennaio dell’anno prossimo, quando ai diciotto Paesi della zona euro si aggiungerà la Lituania. Entrambe da qualche tempo ventilate ma non certo scontate come esito del consiglio di ieri, le innovazioni illustrate da Mario Draghi alla stampa, a margine dei lavori, nascono con l’intento di ridurre la volatilità generata sui mercati dalle aspettative stesse di intervento – o non intervento – della banca centrale. Per il resto, tassi confermati dopo l’ultimo pacchetto di misure espansive del mese scorso, come ampiamente previsto, ma immagine almeno in parte rinnovata per un’Eurotower il cui ruolo, garantisce Draghi, è tutt’altro che esaurito. Scontato anche il quadro delle condizioni macro sulla zona euro: rischi al ribasso sulla crescita, inflazione anemica in graduale ripresa soltanto dall’anno prossimo e un livello del cambio che può pericolosamente compromettere proprio le prospettive sui prezzi. Molto più interessante invece il ragionamento sulle origini delle novità nel calendario, che parla in maniera esplicita di come e quanto la Bce sia sempre più sensibile agli umori dei mercati e al conseguente atteggiamento degli investitori. “Dobbiamo domandarci se è davvero il caso che si creino ogni mese aspettative di intervento, tenendo presente che sono le aspettative stesse a innescare determinati comportamenti sui mercati e si tratta spesso di reazioni che non hanno nulla o molto poco a che fare con i fondamentali. Si possono così a venire a creare aspettative che si autoalimentano con conseguenze sui mercati” avverte. In una fase per la zona euro indubbiamente delicata e dalle molteplici criticità economiche ma anche finanziarie, in cui proseguono le difficoltà del mercato creditizio, l’istituto centrale tiene le antenne ben dritte. “Non riteniamo certo che il nostro compito sia esaurito ed è lungi dall’esserlo. Posso ribadire che il consiglio governativo è unanime e i tassi verranno mantenuti sui livelli attuali per un periodo prolungato … alla luce dello scenario previsto per l’inflazione. Se fosse necessario, il consiglio è unanime anche nell’impegno per l’introduzione di misure al di fuori di quelle standard per far fronte al rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione”. Nessun dettaglio concreto però su eventuali piani di “quantitative easing”, salvo un nuovo piuttosto generico richiamo ai titoli “abs”, che potrebbero essere i primi asset sulla lista degli acquisti Bce. Ben prima che con la nuova tabella di marcia di riunioni e minute l’agenda Bce si vivacizza comunque, ricorda Draghi, già subito dopo l’estate. Sono infatti fissate per il 18 settembre poi l’11 dicembre le prime due operazioni “ltro” dalle nuove caratteristiche “mirate” (“targeted”), ovvero studiate in modo che i fondi non restino in portafoglio alle banche o vengano investiti in titoli di stato ma vadano a dare ossigeno all’economia reale. Borse asiatiche Sale l’umore sulle novità da Eurozona e Stati Uniti Sale l’umore delle Borse asiatiche, in prevalenza positive in questa ultima giornata di contrattazioni. A dare linfa le precisazioni di Mario Draghi in materia di misure straordinarie in Eurozona e la lettura positiva del job report statunitense che hanno aumentato le attese per una più rapida ripresa dell’economia mondiale. A Tokyo l’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,53% a 15.430 punti mentre il più ampio Topix ha messo a segno un rialzo dello 0,44% a 1.284 punti. Meno brillanti le altre borse asiatiche che hanno già chiuso i battenti: Seul è piatta mentre Taiwan lima lo 0,17%. Tra le altre piazze ancora in contrattazione, Hong Kong sale dello 0,19%, Bangkok dello 0,50%, Jakarta dello 0,34%, Singapore dello 0,18%. Debole Shanghai -0,19%, piatta Kuala Lumpur. Borsa Usa A Wall Street il Dow Jones sfonda per la prima volta quota 17.000 Seduta accorciata per il ponte del 4th of July e chiusura da record a Wall Street, che festeggia il dato sull’occupazione di giugno, il migliore dal settembre 2008. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo +0,54% a quota 17.068, per la prima volta sopra quota 17.000. Il Nasdaq guadagna +0,63% a 4.486 punti mentre lo S&P 500 termina in rialzo +0,55% a 1.985 punti. Negli Stati Uniti a giugno sono stati creati 288.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1% contro attese rispettivamente per 215.000 unità e un tasso invariato rispetto al 6,3% di maggio e al 7,5% del giugno 2013. Quest’ultimo si sta avvicinando all’area 6% stimata dalla Federal Reserve per la fine del 2014. Si tratta della prima volta dal boom tecnologico di fine anni Novanta che il numero dei nuovi occupati è cresciuto di oltre 200.000 unità per cinque mesi consecutivi. Europa Mercati in pausa di riflessione Partenza in lieve calo per Piazza Affari e le altre principali Borse del Vecchio Continente, che prendono respiro dopo la buona performance della vigilia. Il sentiment sottostante è comunque impostato all’ottimismo grazie al newsflow di notizie giunto ieri pomeriggio. Il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, al termine del meeting di politica monetaria che ha confermato lo status quo in materia di tassi, ha illustrato le misure straordinarie per combattere deflazione e credit crunch mentre negli Stati Uniti l’atteso dato su Job Report ha confermato la forte ripresa del mercato occupazionale. Italia Milano chiude in rialzo, corrono Mediaset e Fiat, invariata Fincantieri Si prevede una partenza fiacca per Piazza Affari, dopo i guadagni di ieri sostenuti dalla conferma della linea espansiva da parte della Banca centrale europea e dalle indicazioni migliori del previsto arrivate dal mercato del lavoro statunitense. Piazza Affari archivia dunque un’altra seduta positiva, corroborata dai dati sugli occupati Usa sopra le attese, anche se fra i trader comincia a emergere il timore che a questi livelli il mercato sia già in ipercomprato. L’indice FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,95% vicina ai massimi di seduta, così come l’Allshare. Il benchmarck europeo l’Ftseurofirst300 guadagna lo 0,93%. Volumi intorno ai 2,5 miliardi di euro. La matricola FINCANTIERI ha chiuso inchiodata al prezzo di collocamento al debutto a 0,78 euro. Una fonte vicina all’operazione ricorda che gli investitori retail, che rappresentano quasi il 90% del flottante, hanno diritto a una bonus share ogni 20 possedute se le manterranno per 12 mesi e questo potrebbe scoraggiarli a vendere. Per contro FINECOBANK ha aggiunto un altro 4,25% al +8% segnato al debutto in un contesto bancario misto, che ha visto un buon rialzo di MPS (+1,32%) e vendite diffuse sulle popolari con la peggiore il BANCO POPOLARE (-2,79%). Bene le due big INTESA SP e UNICREDIT rispettivamente in crescita dello 0,6% e dell’1,67%. Balzo intorno al 3% per FIAT che si è avvicinata al prezzo fissato per il recesso a 7,727 euro nell’ambito dell’operazione di integrazione con Chrysler. Lo stoxx di settore sale dell’1’%. Sale del 2,3% e con volumi SAIPEM sul ritorno delle indiscrezioni stampa di una possibile cessione della quota in mano a ENI che guadagna l’1,04%. Ha guadagna il 3,87% con buoni volumi MEDIASET che, in attesa della decisione su Digital+ di oggi, è stata promossa a “neutral” da Mediobanca Securities con target price a 3,82 euro da 3,47. Tonica FINMECCANICA (+3,19%) sulla scia delle dichiarazioni dell’AD Mauro Moretti sul piano industriale e sulle offerte per AnsaldoBreda attese entro luglio. Spunti anche su TELECOM ITALIA (+2,2%) e AUTOGRILL (+2,55%). Fra i minori BANCA GENERALI è salita del 4,08% dopo il dato sulla raccolta di giugno migliore delle previsioni. Infine, ben raccolta anche IREN che ha guadagnato il 3%. Ieri la società ha collocato un bond da 300 milioni a 7 anni, mentre sul fronte aggregazioni, il sindaco di Alessandria, principali azionista di Amag, ha detto che guarda oltre a Iren anche ad A2A e Hera.


I dati macro attesi oggi L’agenda di oggi è scarna di appuntamenti macro, complice Wall Street chiusa per festività. Questa mattina sono previsti gli ordini all’industria in Germania e il rapporto deficit/Pil dell’Italia. Nel dettaglio: 08:00 GER Ordini industria 10:00 ITA Rapporto Deficit/Pil