Bce, vertice a Napoli: attesi i dettagli di acquisto di Abs

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A cura di Antonio Arricale Attenzione oggi alla riunione della BoE e della Bce, in corso a Napoli, con la consueta conferenza stampa del governatore dell’Eurotower, Mario Draghi. A cura di Antonio Arricale Attenzione oggi alla riunione della BoE e della Bce, in corso a Napoli, con la consueta conferenza stampa del governatore dell’Eurotower, Mario Draghi. Ma si prevede una giornata anche con qualche market mover di rilievo. Anche perché in mattinata è atteso il dato sulla disoccupazione netta in Spagna e l’indice dei prezzi alla produzione nell’Eurozona. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti arriveranno le nuove richieste di sussidi di disoccupazione e gli ordini del settore manifatturiero. Dunque, seduta al ribasso, ieri, per le principali borse del Vecchio Continente con l’attenzione degli investitori che resta concentrata sulla riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea. Alle 13.45 di oggi ci sarà l’annuncio sui tassi di interesse e poi la consueta conferenza stampa del numero uno della BCE, Mario Draghi. Il mercato si attende dettagli sull’acquisto di ABS (Asset backed Securities, ovvero strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione, del tutto simili alle normali obbligazioni) e titoli di Stato per capire la quantità e la durata del progetto. Occhi puntati anche sul fronte politico. C’è un dato da non sottovalutare. L’Unione Europea mostra segni di scricchiolio sullo scontro tra la Francia e la Merkel in merito alle politiche di austerity. Insomma, invece di essere coesi nell’affrontare la crisi economica, i Paesi della zona euro appaiono sempre più disgregati, con la Francia che inizia a mostrare segni di ribellione ai dettami di Bruxelles sul rigore. Proprio ieri il ministro delle finanze francese, Michel Sapin, ha annunciato di non voler mettere in atto nuove misure di austerità, aggiungendo che sui conti pubblici la Francia “si è assunta le proprie responsabilità” e che ora tocca all’UE “assumersi” le proprie di fronte alla crisi che non molla la presa, con la crescita che latita e il rischio deflazione dietro l’angolo. Dal suo canto, la cancelliera tedesca Angela Merkel, nota sostenitrice delle politiche del rigore, ha tentato di riportare la Francia sulla retta via, ricordando che i “Paesi devono fare i loro compiti per il loro benessere” e che il patto di stabilità e crescita “si chiama così perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze solide”. Il dibattito crescita contro rigore è proseguito, sempre ieri, anche tra le mura domestiche durante il faccia a faccia tra il Capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, e il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, con il primo che ha spinto sulla crescita mentre il secondo sempre più convinto che “il rispetto delle regole non è un ostacolo alle riforme”. Borse asiatiche I dati deboli sulla produzione in Usa e Ue affondano anche la Borsa di Tokyo che termina gli scambi con un tonfo del 2,61%. L’indice Nikkei, con la brusca correzione del dollaro tornato sotto i 109 yen, brucia 420,26 punti, e si attesta a 15.661,99. Sui mercati pesano i timori per l’economia globale, considerando anche le proteste a Hong Kong. Altro fattore di incertezza sui mercati è la scoperta del primo caso di Ebola negli Stati Uniti. Le aziende giapponesi, infine, si aspettano che i prezzi al consumo aumentino annualmente dell’1,5%, sotto il target di inflazione del 2% deciso dalla Bank of Japan che, a tale scopo, ha varato ad aprile 2013 una politica monetaria ultra espansiva. Secondo i dati di un’indagine rilasciata dalla BoJ e condotta a settembre, le imprese stimano una dinamica dei prezzi all’1,6% e all’1,7%, rispettivamente, nell’arco di tre e cinque anni di tempo, rispettivamente, escludendo gli effetti dovuti al rialzo dell’Iva, dal 5% all’8% di aprile, e il prossimo atteso, salvo sorprese, a ottobre del 2015. Borsa Usa Chiusura in pesante ribasso per Wall Street, appesantita dai deludenti dato macro europei e statunitensi ma anche dalle tensioni geopolitiche. L’indice Dow Jones ha perso l’1,40% a 16.804,71 punti, l’S&P500 ha ceduto l’1,33% a 1.946,16 punti mentre il Nasdaq ha registrato una flessione dell’1,59% a 4.422,09 punti. Europa Chiusura in ribasso per i listini europei. In mattinata in Europa era arrivato anche il deludente dato sulla manifattura europea nel mese di settembre: l’indice Pmi manifatturiero generale dell’eurozona ha segnato una contrazione attestandosi a 50,3 punti dai 50,5 punti della lettura flash. Il tutto mentre si attende la riunione del consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce), prevista oggi a Napoli. Molto attese, come sempre, le dichiarazioni del governatore Mario Draghi dopo i recenti dati sull’inflazione. Draghi potrebbe inoltre fornire maggiori dettagli sul piano di acquisto di Abs. Italia Partenza stabile per lo spread Btp-Bund. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta in avvio a 138 punti base, sui livelli registrati ieri in chiusura. Il rendimento del Btp decennale è al 2,28%. Piazza Affari ha chiuso in ribasso peggiorando nel pomeriggio in scia all’andamento debole di Wall Street, con l’indice Ftse Mib che ha ceduto lo 0,89% a 20.706 punti. Consolida i livelli della vigilia lo Spread, attestandosi a 139 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 2,30%. Tra le banche gli acquisti hanno premiato Banco Popolare (+1,46% a 11,80 euro), Popolare di Milano (+1,09% a 0,646 euro), Mediobanca (+1,46% a 6,91 euro) e Unicredit (+0,71% a 6,305 euro). Le vendite hanno invece prevalso su Montepaschi (-1,05% a 1,033 euro), Ubi Banca (-0,75% a 6,61 euro) e Intesa SanPaolo (-0,33% a 2,398 euro). Ancora male Fiat (-2,55% a 7,445 euro) dopo essere finita nel mirino della Commissione Europea per il trattamento fiscale ricevuto in Lussemburgo. Prysmian (-2,37% a 14,36 euro) ha tirato il freno dopo due sedute positive in scia al profit warning della rivale Nexans. STM (-0,89% a 6,08 euro) non ha sfruttato la promozione arrivata da Equita a buy dal precedente hold. Telecom Italia (-1,81% a 0,891 euro) sotto i riflettori dopo che Tim Brasil si è aggiudicata il secondo lotto di frequenze di 700 mhz per sviluppare servizi 4G sull’intero territorio brasiliano per 1.947,5 milioni di real (circa 630 milioni di euro).


I dati macro attesi oggi Giovedì 2 ottobre 2014 09:00 SPA Variazione n° disoccupati set; 10:30 GB Indice PMI costruzioni set; 11:00 EUR Indice prezzi alla produzione ago; 13:45 EUR Riunione BCE; 14:30 EUR Conferenza stampa Draghi (BCE); 14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione; 16:00 USA Ordinativi industriali ago