Beauty Clinic Coreane: esperienza, valutazioni e tips

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di Marialuigia Ruffo

Ormai lo sappiamo: la Corea del Sud è la capitale mondiale della bellezza. Non si tratta più di un trend passeggero, ma di un vero e proprio stile di vita fatto di doppia detersione, layering di sieri e maschere dai poteri magici.

E sì, lì l’SPF non si applica solo d’estate: anche con pioggia e cielo grigio, la protezione solare è imprescindibile.

Io, da appassionata di skincare, cerco di integrare questi rituali nella mia routine quanto più possibile e sono attratta da prodotti innovativi, texture imprevedibili e maschere di ogni genere. Così, durante le mie due settimane in Corea, oltre ad a superare di 4kg l’overweight la mia valigia, non potevo non provare le famose Beauty Clinic di Seoul.

Risultato? Due cliniche. Due esperienze. Due valutazioni diverse.

Prenotare: più semplice di quanto pensassi

La difficoltà vera è individuare la clinica perchè ce ne sono davvero un milione e molte non parlano inglese – per fortuna però prendere appuntamento è semplice e veloce

  • Un messaggio su WhatsApp
  • Giorno e ora definiti
  • Nessun bisogno di scegliere subito il trattamento: il primo step una volta arrivati in clinica è sempre la consulenza.

Quick insight: non tutte le cliniche parlano inglese. Quelle “foreign friendly” ci sono, ma spesso coincidono con quelle più turistiche… e più furbe. Spoiler: ci sono cascata anch’io.

La prima clinica: villaggio vacanze beauty

  • Enorme sala d’attesa, luce accecante, macchinetta del tè e caffè fai da te, staff che ti accoglie sorridendo e parlando in coro come fosse programmato (un po’ inquietante) .
  • “Beauty expert” già pronta alla consulenza. Consulenza, si fa per dire: nessuna analisi della pelle, solo un’occhiata veloce e ti spingono a scegliere il trattamento di cui non sono sicura aver avuto bisogno
  • Armadietto, detersione veloce da sola davanti allo specchio con prodotti messi a disposizione dalla clinica e via nella saletta del trattamento.

Risultato? Troppi soldi spesi, risultato quasi impercettibile

Bocciata.

La seconda clinica: ambiente intimo e confronto reale

Non potevo tornare in Italia delusa, quindi ci ho riprovato. Questa volta ho seguito l’istinto, evitando le review patinate scegliendo una tipologia di clinica da un vibe diverso.

Atmosfera totalmente diversa:

  • Clinica più piccola, accoglienza calorosa e niente effetto “villaggio vacanze della bellezza”.
  • Detersione iniziale fatta da un’operatrice (grazie al cielo) inclusa e poi una vera consulenza con la dottoressa che gestisce la clinica.
  • Prima di proporre qualsiasi cosa, mi hanno fatto uno skin scan con un macchinario che evidenziava punti di forza e criticità della pelle.

Avrei voluto testare i famosi skin booster coreani (Juvelook, Rejuran…), ma la dottoressa stessa me lo ha sconsigliato: avrei avuto segni visibili per giorni, non proprio l’ideale alla fine di una vacanza visto che dopo un giorno sarei dovuta ripartire per lavoro e i tempi di guarigione erano dai 3 ai 5 giorni.

A malincuore quindi ho evitato ed optato per una pulizia del viso con ossigenazione LDM, effetto idratante immediato.

Post-trattamento: tè, biscotti e persino un piccolo gift di maschere professionali. La dottoressa mi ha anche raccontato di aver lavorato in una delle grandi cliniche “da luna park” prima di aprire la sua, per poter offrire un’esperienza più personalizzata. E l’effort è assolutamente percepibile ed apprezzato!

Promossa a pieni voti, lovely!

Tips per chi vuole provare una Beauty Clinic a Seoul

Se vi state chiedendo: “Ma quindi conviene andarci?” ecco qualche dritta rapida e vissuta sulla mia pelle (in tutti i sensi!) :

  • Evitate le cliniche nei quartieri troppo turistici (byebye Myeongdong).
  • Cercate cliniche più piccole: spesso sono più autentiche e meno fabbrica di soldi.
  • Pretendete sempre una vera consulenza: se non c’è analisi della pelle, non è un buon segno.
  • Non fate trattamenti invasivi se siete in vacanza: rischiate di rovinarvi le giornate tra rossori e segni. (anche se avrei voluto provarli tutti)
  • Provate a dialogare di più con la clinica prima di prendere appuntamento.
  • E soprattutto: fidatevi del vostro istinto più che delle recensioni patinate.

In conclusione:
La Corea del Sud resta imbattibile sul fronte skincare, ma non tutte le clinic sono uguali.
La prima mi ha fatto sentire una turista da spremere, la seconda mi ha trattata come una persona e si percepiva la passione della dottoressa per il suo lavoro e la volontà di far felice chi ha davanti.

Anche se ancora penso a tutti i trattamenti che avrei potuto fare e non ho fatto.
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