“BeeNet”, le api sentinelle del Covid: ecco il progetto targato Crea-Mipaaf

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(foto dal facebook ufficiale)

Le api, ormai sentinelle riconosciuto della salute ambientale, sono risultate in grado di intercettare il virus Sars-Cov-2, agente della Covid-19, durante la loro attività di volo. Questo e’ quanto emerso dallo studio pubblicato sulla rivista “Science of the Total Environment” e realizzato nell’ambito del progetto BeeNet, coordinatore da Crea Agricoltura e Ambiente e finanziato dal Mipaaf.
Da tempo, la capacità di esplorazione ambientale delle colonie di api mellifere supporta la gestione di contaminanti e, piu’ in generale, il monitoraggio della salute dell’ecosistema. In qualche caso le api hanno dimostrato anche efficacia nell’individuazione di fitopatogeni. Studi nelle fasi pandemia da Covid-19 hanno identificato-conservazioni di misurabili del virus SarsCov-2 pubblicazioni nelle polveri aerodisperse, raccolte da campionatori automatici. Le azioni condotte osservando localmente la coincidenza fra le elevate concentrazioni di polveri sottili nell’aria e circolazione virale durante il terzo picco pandemico nazionale, si e’ concretizzata l’idea di utilizzare le api anche per il monitoraggio di patogeni umani aerodispersi.
La prova e’ stata condotta in una giornata di fine inverno, nell ‘apiario della sede di Bologna del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA. Sono stati realizzati dispositivi atti alla cattura di particelle trasportate dalle api e mantenuti davanti all’ingresso di volo di dieci alveari per tutta l’attivita’ giornaliera delle api bottinatrici. Quindi, le colonie sono state aperte per prelevare campioni dalla superficie dei favi e di “pane d’ api”, cioe’ le masse di polline compresso e immagazzinato nelle celle. I risultati Tutti i campioni prelevati all’ingresso degli alveari sono risultati positivi per SARS-COV-2, indicando la capacita’ delle api bottinatrici di intercettare il virus durante la loro attivita ‘ di volo. Ogni alveare possiede migliaia di queste api operaie con il richiedere di consultare l’ambiente alla ricerca di risorse da conservare al nido. In una giornata di attivita’, il loro insieme puo’ entrare in contatto con centinaia di metri cubi ‘aria, trattenendo particelle aerodisperse grazie al corpo densamente ricoperto di peli. Al contrario, nessuno dei campioni interni ha mostrato presenza dell’agente infettivo di COVID-19, elemento che esclude le api stesse ei loro prodotti da un’eventuale trasmissione di SARS-COV-2. I dati rilevati, quindi, non segnalano rischi per gli apicoltori in seguito alla manipolazione di api, favi e altri elementi costitutivi del nido, ne’ per i consumatori dei prodotti dell’alveare, come miele e polline.