Belgio, Bruxelles dichiara guerra all’Italian sounding

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Promuovere l’agroalimentare italiano e contrastare la diffusione dell’Italian sounding, cioè di quei prodotti che presentano nomi riconducibili all’Italia pur non essendo made in Italy: questo l’obiettivo dell’evento ‘True Italian Taste’ organizzato a Bruxelles dall’Ambasciata italiana in Belgio e della Camera di commercio Belgo-Italiana, su iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico. Dal Franciacorta al Parmigiano Reggiano, dall’Aglio del Polesine alla Burrata di Andria, dal Primitivo di Manduria alle Arance Rosse di Sicilia, l’evento ha visto la partecipazione di diversi consorzi agroalimentari giunti a Bruxelles per raccontare il legame esistente tra il cibo e il territorio e difendere dalle imitazioni le eccellenze gastronomiche italiane, premiate con le etichette Dop e Igp “Si stima che nel 2016 l’Italia abbia perso 20 miliardi di euro” a causa dell’Italian sounding’, spiega l’ambasciatrice italiana in Belgio Elena Basile, “e che l’economia parallela di prodotti contraffatti abbia un giro d’affari di 60 miliardi di euro”. Un fenomeno presente non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. “Solo nei supermercati e nei negozi alimentari di Bruxelles abbiamo individuato oltre 70 imitazioni” ha evidenziato Matteo Lazzarini, segretario generale della Camera di Commercio Belgo-Italiana. “Abbiamo trovato persino un kit tutto incluso per fare gli spaghetti alla carbonara in 4 minuti, un intruglio immangiabile”. A rischio, secondo gli operatori, non ci sono solo i prodotti alimentari ma anche le ricette della tradizione culinaria italiana. All’evento hanno partecipato una ventina di chef della Federazione Italiana cuochi. “Vogliamo una patente del cuoco” – ha detto Pietro Nacci, presidente della sezione Belgio della Federazione, “per garantire una formazione seria dei giovani all’estero, e per evitare che al ristorante la carbonara sia servita con panna e prosciutto”. Il progetto True Italian Taste sarà allargato anche ad altri paesi dell’Asia, destinatari dell’export italiano.