Benevento, Pmi Day: gli studenti entrano in fabbrica. In 140 da Rummo, Car e Agrisemi Minicozzi

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Milletrecento aziende coinvolte su tutto il territorio nazionale e 46 mila visitatori. E’ il consuntivo nazionale del Pmi Day, la festa delle piccole imprese chiamate ad aprire per un giorno le loro porte ai visitatori – soprattutto ai più giovani e alle scuole, per mostrare le proprie attività e competenze e condividere i valori che appartengono al mondo produttivo.
Oltre 140 gli studenti (dello Scientifico G. Rummo e del Tecnico industriale Lucarelli ) che hanno partecipato all’iniziativa, ospitata dall’Università Giustino Fortunato nella provincia di Benevento. Tre le aziende coinvolte: Rummo spa, Car Segnaletica Stradale e Agrisemi Minicozzi. Benevento ha dedicato questa edizione al tema della Resilienza, vale a dire la capacità di un sistema di modificare il proprio funzionamento, prima, durante e dopo un evento imprevedibile. Il professore Raffele De Luca Picione, associato in Psicologia Dinamica (Unifortunato) ha raccontato agli studenti presenti in sala quali sono gli aspetti prioritari per assumere un atteggiamento di tipo resiliente e riuscire a superare le difficoltà che si presentano. I lavori sono stati moderati da Paolo Palumbo.

“Raccontare le nostre storie – ha spiegato Filippo Liverini, presidente di Confindustria Benevento – soprattutto quelle di aziende che ce l’hanno fatta ci riempie di orgoglio. Confindustria Benevento ha sempre lavorato al fianco delle imprese per riuscire a garantire il ripristino del danno subito. Oggi grazie a quest’azione sono oltre 20 i milioni che la Regione Campania ha destinato al territorio con gli avvisi di ripristino dei danni delle aziende colpite dagli eventi calamitosi del 2015. A distanza di 4 anni e dopo una serie di rimodulazioni ed integrazioni tutte le aziende ammesse risultano anche finanziabili. In totale si tratta di 61 aziende di cui 8 sulla linea A e 53 sulla linea B. Ad oggi risultano emanati quasi tutti i decreti di concessione e le aziende sono nella fase di rendicontazione per le spese che potranno essere sostenute al massimo entro marzo 2020. Ringraziamo L’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Antonio Marchiello per l’importante lavoro messo in campo e per l’impulso fornito alle attività e chiediamo un ulteriore sforzo per facilitare il lavoro di rendicontazione a cui le imprese sono sottoposte in questa fase”. “Dopo 1500 giorni dall’alluvione abbiamo voluto dedicare il Pmi Day di quest’anno al tema della resilienza ricorrendo alla testimonianza delle aziende più danneggiate dall’evento calamitoso che colpì nell’ottobre del 2015 il cuore dell’industria beneventana – ha affermato Pasquale Lampugnale, presidente di Piccola Industria Benevento. Aprire le porte delle nostre imprese significa soprattutto raccontare la struttura organizzativa e le produzioni del nostro territorio ai giovani. Siamo orgogliosi di poter parlare di storie di realtà che hanno saputo reinventarsi, conquistare nuove nicchie di mercato e, soprattutto, diversificare per rimanere leader della scena economica. Vogliamo lanciare un messaggio importante agli studenti che è quello che devono imparare a non abbattersi, bensì reagire di fronte alle difficoltà”.
“Il Pmi Day è diventata una manifestazione sempre più sentita a livello nazionale ma anche internazionale – ha aggiunto Claudio Monteforte consigliere PI Confindustria Benevento e delegato al Pmi Day – e quest’anno per la prima volta è stato realizzato anche in Spagna. Sono sempre più allarmanti i dati che riguardano la figa di cervelli dei nostri giovani, infatti nella nostra provincia nonostante la percentuali di laureati sia molto elevata abbiamo un numero di migrazione giovanile ancora troppo alto. Dobbiamo cercare di trattenere i nostri giovani sul territorio offrendo loro sempre maggiori opportunità”
“Siamo onorati spiega Giuseppe Acocella, rettore dell’Università Giustino Fortunato di aver ospitato il convegno di Confindustria perché la questione meridionale affronta e non riesce a risolvere i suoi nodi fondamentali proprio perché le pmi non trovano terreno favorevole, sia per la mancanza di azioni di sostegno da parte delle pubbliche istituzioni sia per le condizioni strutturali oggettive in cui versa il Mezzogiorno. Per cui è lodevole il tentativo delle pmi di superare le difficoltà: il loro sforzo va riconosciuto e non vanno lasciate sole. L’Università, che è un sistema di innovazione e promozione delle conoscenze, è un agente fondamentale per affrontare i nodi strutturali della questione meridionale. Aver ospitato questo evento non è una episodica attenzione verso l’esterno, ma è invece la conferma della funzione che le università, e il nostro ateneo, svolgono nei confronti della promozione dello sviluppo meridionale”.