Benevento riceve la visita di una delegazione diplomatica russa

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In foto Clemente Mastella, al centro, con la delegazione russa

di Bruno Russo

Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha ricevuto a Palazzo Mosti il capo dell’Ufficio consolare onorario della Federazione Russa in Napoli, Svetlana Nesterenko. Nel corso dell’incontro il sindaco Mastella ha accolto favorevolmente la richiesta avanzata dal Consolato Onorario della Federazione Russa di Napoli di poter usufruire periodicamente di un punto di rappresentanza all’interno di un locale di proprietà del Comune in modo da consentire l’espletamento delle pratiche consolari alla comunità russa presente nel capoluogo sannita, nelle aree interne della Campania e nel vicino Molise, oltre che per consentire il rilascio del visto ai cittadini italiani che intendono recarsi in Russia e per offrire assistenza agli imprenditori interessati all’esportazione dei propri prodotti sul mercato russo. Uno di questi sicuramente potrebbe essere il vino, considerata la notorieta’ delle terre del Beneventano per questo prodotto : cresce quindi la fiducia nelle potenzialità di crescitadel mercato russo. L’Italia ha saputo mantenere il primato fra gli importatori di vino nel 2016, resistendo alla crisi e incrementando le vendite in valore e quantità (189 milioni di euro, +4,1% sul 2015, per 609 mila ettolitri, +5,2%. Dati Wine Monitor – Nomisma). La vera sorpresa è arrivata nel primo bimestre 2017, quando, a dispetto dell’embargo, il nostro export alimentare in Russia è schizzato addirittura del +50,5% sullo stesso periodo 2016 (elaborazione dati Istat). Un segnale importante, che contestualizza la ripresa del comparto vino in un quadro più generale. Sebbene la crisi economica abbia determinato una frenata dei consumi negli ultimi due anni, il 2016 ha visto un recupero delle importazioni di vino in Russia, in quantità (+1%) ma soprattutto in valore (+5,5%), con 660 milioni di euro per 4 milioni e 40 mila ettolitri. Ad approfittare di questa ripresa può essere soprattutto il vino italiano, che domina il mercato con una quota del 29%. Nel 2016 lo Stivale ha mantenuto valori positivi, incrementando il divario con la Francia, che cala dal 23% al 18% raggiungendo la Spagna – terzo partner commerciale della Russia. Georgia e Abcasia, invece, si attestano su quote di mercato più modeste (8% e 6%). Gioca un ruolo chiave la presenza diffusa dei nostri prodotti nella ristorazione, soprattutto di cucina italiana, che continua a riscuotere grande successo fra i consumatori russi. È proprio questo settore che, a fronte della crisi, si conferma il principale traino per i consumi di vino. Anche grazie all’apertura di nuovi ristoranti e wine bar a Mosca e a San Pietroburgo. Si registra anche la nuova tendenza di inserire in carta e servire una serie di etichette dal buon rapporto qualità-prezzo, più facilmente consumabili. Un trend che può rappresentare un’ulteriore opportunità di espansione. Fiore all’occhiello della produzione italiana sono i vini fermi imbottigliati (che in Russia costituiscono il 70% dell’import di vino in valore). La performance del Bel Paese vale 123 milioni di euro (+4,1%) e corrisponde al 26%del comparto, mentre la Francia cede il passo e si ferma a 86 milioni di euro (+0,1%) con una quota di mercato del 18%. Un trend incoraggiante, considerando che nel 2011 i cugini d’Oltralpe esportavano il 28% dell’imbottigliato in valore, e l’Italia solo il 22%. La sfida si gioca nel rilancio del comparto spumanti. Anche qui l’Italia si conferma primo fornitore, ma è incalzata dalle bollicine francesi. Il Bel Paese vale il 58% del mercato complessivo, contro il 32% francese e il 6% spagnolo. Mantiene tassi positivi, seppur più modesti (+3,5% in valore con 62 milioni di euro, +2,5% in quantità per 173 mila ettolitri), in un contesto complessivo abbastanza dinamico. L’import totale degli spumanti nel 2016 vale 106 milioni di euro (+11,5%) per 264 mila ettolitri (+9,7%).