È stato presentato il 29 giugno nella sede di Confindustria Caserta il progetto del primo incubatore di imprese sociali e giovanili realizzato in Italia su un’area confiscata alla camorra. Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottoscritto un accordo strategico tra Agrorinasce e RINA Prime, società del Gruppo RINA specializzata nei servizi immobiliari, per sviluppare un modello innovativo di valorizzazione dei beni pubblici e confiscati attraverso interventi di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile.
L’iniziativa riguarda un complesso immobiliare di circa 13.500 metri quadrati confiscato alla famiglia Zagaria e trasferito nel 2016 al Comune di San Cipriano d’Aversa. Grazie a un finanziamento del Ministero dell’Interno pari a 4,47 milioni di euro, il bene sarà trasformato in un incubatore di imprese sociali e giovanili con centro di formazione professionale, spazi di coworking, moduli per startup, laboratori di ricerca e una scuola per piloti di droni, realizzata in collaborazione con il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC). Il progetto coinvolge anche l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e punta a favorire la nascita di nuove imprese, l’occupazione qualificata e il trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile su altri beni confiscati.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Caserta, Luigi Della Gatta, mentre al tavolo dei relatori sono intervenuti la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, l’amministratore delegato Giovanni Allucci, il presidente del Distretto Aerospaziale della Campania Luigi Carrino, Roberto Giovenco, Chief Operating Officer di RINA Prime, Antonio De Lorenzo, Head of UAS Division RINA, e Nunzio Di Somma, Real Estate Executive Director di RINA Prime.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia Federico Cafiero De Raho e il presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone.
Per la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, il progetto segna una nuova fase della missione dell’agenzia: “Oggi presentiamo a Confindustria Caserta un salto di qualità per Agrorinasce. Pur restando fedele alla propria missione di destinare i beni confiscati a finalità sociali, l’agenzia apre anche a soluzioni produttive, con l’obiettivo di valorizzare questo patrimonio attraverso la collaborazione con RINA, realtà specializzata nella rigenerazione urbana e nell’efficientamento energetico, che opererà all’interno dell’incubatore di imprese affidato al Distretto Aerospaziale della Campania”.
L’amministratore delegato di Agrorinasce, Giovanni Allucci, ha evidenziato come i beni confiscati possano diventare anche strumenti di sviluppo economico: “I beni confiscati possono diventare anche luoghi di impresa, e questo incubatore ne è la dimostrazione. Grazie alla collaborazione con il Distretto Aerospaziale della Campania potranno nascere e crescere startup giovanili anche nel settore aerospaziale. Presentare questo progetto a Confindustria ha un valore simbolico importante, perché oggi i beni confiscati sono sempre più spesso veri e propri asset industriali. Per valorizzarli servono competenze e partner qualificati, e RINA rappresenta un interlocutore fondamentale in questo percorso”.
La partnership con RINA Prime nasce con l’obiettivo di costruire un modello stabile di rigenerazione del patrimonio pubblico e dei beni confiscati. Per il Chief Operating Officer di RINA Prime, Roberto Giovenco, l’iniziativa punta a trasformare gli spazi sottratti alla criminalità in infrastrutture di valore collettivo: “Rigenerare significa restituire funzione e prospettive a immobili che oggi non esprimono il loro potenziale, sviluppando progetti sostenibili capaci di generare valore economico, sociale e ambientale per i territori”.
Sul valore innovativo dell’iniziativa si è soffermato il presidente del Distretto Aerospaziale della Campania, Luigi Carrino: “Per noi è una grande responsabilità: è la prima volta in Italia che un bene confiscato diventa un incubatore per imprese aerospaziali, offrendo ai giovani di un territorio difficile l’opportunità di costruire il proprio futuro in un settore altamente innovativo senza dover lasciare la Campania. È altrettanto significativo che proprio in un luogo dove la criminalità ha prodotto ricchezza a discapito dell’ambiente nascerà una scuola per piloti di droni dedicata al monitoraggio ambientale. È un progetto che immaginavo da anni e che oggi diventa finalmente realtà”.
Il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha evidenziato il valore del riuso sociale dei beni confiscati: “Questi beni sono il frutto della lotta dello Stato contro il clan dei Casalesi. Oggi diventano luoghi di cultura, formazione e innovazione rivolti ai giovani. L’apertura di un polo tecnologico con una scuola per piloti di droni rappresenta una prospettiva moderna e concreta: queste tecnologie consentono il monitoraggio ambientale, il controllo del territorio, il contrasto agli sversamenti illeciti e agli incendi dolosi, offrendo strumenti sempre più efficaci per la tutela della legalità e dell’ambiente”.
Il presidente di Confindustria Caserta, Luigi Della Gatta, ha sottolineato il ruolo del sistema produttivo nel sostenere iniziative di questo tipo: “Stiamo portando realtà internazionale in contesti che fino a pochi anni fa erano segnati dall’illegalità. Lo facciamo per creare opportunità per i giovani e sostenere la nascita di nuove startup. Per questo Confindustria Caserta accoglie con convinzione iniziative come questa, anche perché l’aerospazio rappresenta uno dei settori strategici sui quali il sistema Confindustria sta investendo”.
Il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone, ha infine evidenziato il valore simbolico e sociale del progetto: “Questo progetto ha un valore ancora più forte perché nasce da un bene confiscato alla camorra. È un esempio concreto di come il patrimonio sottratto alla criminalità possa essere restituito alla collettività, generando sviluppo e nuove opportunità nel pieno spirito della legge sul riutilizzo dei beni confiscati”.







































