Beni confiscati per uso sociale: solo il 12 per cento è in buone condizioni

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Una ricerca di Libera dal titolo BeneItalia, ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati presenti nel nostro Paese: sono rappresentate da 720 soggetti diversi (come associazioni e cooperative sociali) impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, di varia natura e tipologia. Il dato si riferisce a 17 regioni su 20. Dai dati raccolti attraverso l’azione territoriale della rete di Libera emerge che il maggior numero di realtà sociali (quasi il 50%) è costituito da associazioni di diversa tipologia (384) e cooperative sociali (188). Dalla ricerca si evince un dato di particolare interesse circa lo stato delle condizioni strutturali in cui il bene è stato trasferito alle associazioni e cooperative: in due casi su tre il bene arriva alla fase del riutilizzo in mediocri/cattive condizioni strutturali e solo nel 12%, il bene si trova in condizioni buono/ottimo. Mediamente nel campione della ricerca di Libera tra il sequestro e l’effettivo riutilizzo sociale trascorrono ben 10 anni. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, ci sono 8 associazioni sportive dilettantistiche, 27 ATS (associazioni temporanee di scopo), 13 consorzi di cooperative, 45 beni gestiti direttamente da diocesi, parrocchie e caritas, 20 fondazioni, 16 gruppi scout (Agesci e Cngei), 12 istituti scolastici di diversi ordini e gradi, 4 comunità di recupero e di reinserimento per soggetti in condizione di svantaggio, 4 cooperative di lavoratori di aziende confiscate, 2 enti di formazione professionale e 1 ordine professionale. Le realtà sociali gestiscono principalmente appartamenti, ville e terreni.

La classifica delle Regioni
La regione con il maggior numero di realta’ sociali che gestiscono beni confiscati alle mafie e’ la Sicilia con 188 soggetti gestori, segue la Lombardia con 144, la Campania con 116, la Calabria con 101 seguita dalla Puglia con 68 e il Lazio con 41. I beni confiscati alle mafie e riutilizzati socialmente, oggetto di questo impegno ampio e diffuso, sono diventati cosi’ una sorta di “indicatore” dell’efficacia di strategia, strumenti e risorse impegnate sul versante della legalita’, della giustizia sociale, dell’inclusione, della diffusione di una cultura della cittadinanza responsabile e dell’etica d’impresa. Rispetto ad una precedente ricerca di Libera, non e’ cambiato di molto il dato sullo stato delle condizioni strutturali e sui tempi dal sequestro alla destinazione e assegnazione dei beni. Dalla ricerca si evince un dato di particolare interesse circa lo stato delle condizioni strutturali in cui il bene e’ stato trasferito alle associazioni e cooperative: in due casi su tre il bene arriva alla fase del riutilizzo in mediocri/cattive condizioni strutturali e solo nel 12 %, il bene si trova in condizioni buono/ottimo. Mediamente nel campione della ricerca di Libera tra il sequestro e l’effettivo riutilizzo sociale trascorrono ben 10 anni. Complessivamente secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata (www.openregio.it febbraio 2018) sono 13.146 i beni immobili destinati con la Sicilia prima regione con 5110 beni immobili destinati, seguita dalla Calabria con 2265 beni immobili e Campania con 1906. Sono invece in totale 17.333 gli immobili in gestione (in attesa di risolvere criticita’ e di essere destinati alle amministrazioni statali ed agli enti locali): con 6339 immobili in gestione e’ la Sicilia la prima regione seguita da Campania con 2573 e Calabria 2154.

Libera lancia l’hashtag #apriamoilbene
“Dalla ricerca – commenta Davide Pati, vicepresidente nazionale Libera – si evidenzia come tante realtà del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione, attraverso l’uso sociale dei beni confiscati sono diventate palestre di democrazia, occasione di lavoro vero, pulito, di accoglienza per le persone fragili e in difficoltà, di formazione e impegno per migliaia di giovani che volontariamente, ogni anno, vi trascorrono un periodo dell’estate. Nel 22° anniversario della legge n.109/96 auspichiamo, infine, la rapida approvazione dei provvedimenti ministeriali di attuazione della riforma del codice antimafia, attraverso il rafforzamento dell’Agenzia nazionale, l’estensione della confisca dei beni ai corrotti e l’accessibilità ai fondi finanziari di investimenti e per il credito. Nella convinzione che il percorso avviato nella programmazione 2014-2020 dalle politiche di coesione nazionale ed europea potrà favorire il ruolo delle amministrazioni statali, delle Regioni e degli enti locali”. Per far conoscere e mettere in rete le pratiche di riutilizzo sociale, Libera lancia fino al 21 marzo, XXIII giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l’hashtag #apriamoilbene con il quale i coordinamenti territoriali delle associazioni, i soggetti gestori, le scuole, il sindacato, i cittadini attivi racconteranno la loro esperienza e i beni confiscati diventeranno luoghi di memoria e di impegno.