Beni culturali, a Napoli riapre l’Atrio del Platano: capolavoro del ‘300

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foto Massimo Pica

Riapre al pubblico l’Atrio del Platano del complesso monumentale dei Santi Severino e Sossio, dove ha sede l’Archivio storico di Stato. L’atrio è un capolavoro a cavallo fra Trecento e Quattrocento ed è adorno di un ciclo pittorico di storie benedettine, opera di Antonio Solario, detto lo zingaro, fra gli insigni esempi della pittura rinascimentale della Napoli aragonese. I lavori sono stati possibili grazie al finanziamento per il Grande Progetto Centro storico Unesco che destina un finanziamento di 5,2 milioni di euro per il recupero e la rifunzionalizzazione della sede dell’Archivio di Stato di Napoli affinché venga resa fruibile in maniera funzionale, organica e innovativa. Un ulteriore finanziamento di 2 milioni di euro ricadente sui Fondi del Pnrr servirà a ridar vita ai giardini del complesso monastico. ”Restituiamo alla fruizione pubblica un luogo chiuso per decenni – ha detto il sindaco, Gaetano Manfredi – che adesso potrà essere valorizzato e utilizzato da parte dei turisti e dei cittadini ed è anche un polmone verde all’interno di un luogo molto densamente abitato del centro storico. E’ un grande patrimonio che viene restituito alla città”. L’obiettivo è restituire al Complesso monumentale dei Santi Severino e Sossio un’identità di bene culturale che, oltre alle funzioni di Archivio di Stato, grazie alla praticabilità di tutti i suoi accessi, compreso quello finora inutilizzabile di via San Biagio dei Librai, ne valorizzi anche la funzione museale rivolta al grande pubblico di cittadini e turisti. ”Appena ci siamo insediati – ha sottolineato Manfredi – abbiamo subito creato una task force insieme anche alla Soprintendenza per sbloccare tutti i cantieri fermi e per avviare quelli in ritardo. Questo ci ha consentito di riprendere un progetto che soffriva per le grandi lentezze e di far ripartire cantieri importanti come i Gerolamini, l’Anticaglia e Castel Capuano. Sono opere fondamentali per il rilancio e l’ulteriore valorizzazione del centro storico di Napoli”. Accanto all’Atrio del Platano, è stato completato anche il restauro della Sala dei Catasti, ex Sala del Capitolo, col suo tesoro dei catasti onciari del ‘600, dove si sono scoperti nuovi affreschi ai lati corti della sala che rappresentano scene bibliche che vanno a integrarsi con quelli della volta, opera del pittore greco Belisario Corenzio. A breve è prevista la conclusione anche dei lavori del Chiostro di marmo, uno fra i pochi rimasti a Napoli con le colonne ancora intatte, che ha un ruolo di snodo fra le sale del Complesso monastico costituenti gli spazi della sede archivistica.