Beni culturali, furti in calo: Campania tra le regioni più depredate

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Più di 94 mila beni recuperati, per un valore di 53 milioni di euro. Con pezzi pregiatissimi, come i Rubens o Tintoretto, ritrovati in un cespuglio in Ucraina dopo il furto al Museo di Castelvecchio. Ma anche gli ultimi ”rientri”, come la statua di S. Giovanni Battista del XVI secolo, realizzato da Girolamo Santa Croce, trafugata a Napoli nel ”77 e recuperata dal Belgio o la scultura sparita da Villa Torlonia e ora rientrata dagli Usa. O ancora il ”piccolo museo privato”, tra reperti assiro babilonesi, monete romane, manufatti sudamericani e armi da guerra, che un imprenditore della capitale aveva allestito in casa. Parte da qui il bilancio dell’ultimo anno di attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, presentato oggi dal Generale Fabrizio Parrulli, con il ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini, a raccontare dodici mesi di lotta a trafugatori incalliti e spregiudicati mercanti d’arte, ma anche di controlli al paesaggio e arte salvata dal sisma.
La buona notizia, avverte subito il generale Parrulli, è che il numero di furti d’arte non aumenta, ma anzi, seppur lievemente, conferma il trend in calo con ‘solo’ 449 reati (erano 450 nel 2015, ma 906 nel 2011). Anche gli scavi clandestini diminuiscono, da 21 a 14 (nel 2012 erano 37), ”merito – dice – della mappatura accurata che abbiamo realizzato e dell’impiego di nuove tecnologie come i droni, in aggiunta a elicotteri e pattuglie a piedi”. Nel complesso, i luoghi di culto si confermano gli obiettivi più colpiti (215 episodi nel 2016 contro 176 del 2015), seguiti dai luoghi privati (125).
Le regioni più depredate sono Toscana, Campania, Piemonte e Lazio, ma in un confronto con il 2015 salta agli occhi l’incremento di furti in Toscana, Piemonte (+30% e + 41,7%), Sicilia e Liguria (+31,81% e +50%), mentre sono in netta diminuzione in Emilia Romagna, Lombardia, Puglia e Campania. Tra gli oggetti trafugati spicca il settore filatelico (dove però basta un unico furto per veder svanire migliaia di pezzi), scultoreo e grafico/pittorico, mentre nella contraffazione (799 sequestri e +10% persone denunciate) va fortissima l’arte contemporanea: 667 opere ”smascherate” (contro 126 antiquarie e 6 archeologiche) ”con falsi eccellenti attribuiti anche a Dalì, Maccari, Cascella, Bueno”. Un bottino che se immesso sul mercato avrebbe superato i 57 milioni di euro Ai 94.168 beni sequestrati, nel 2016 si aggiungono poi i 2.761 illecitamente esportati ora rimpatriati grazie a una fitta operazione di diplomazia culturale. Una preziosa galleria che i Carabinieri in parte porteranno in mostra con il ministro Franceschini alla sede Unesco a Parigi il 2 maggio.
”Un anno di risultati molto concreti”, commenta lui, ricordando anche la nascita dei Caschi blu della cultura, ”strada importante resa possibile dalla credibilità internazionale guadagnata” e i molti corsi di formazione che i Carabinieri tengono in tutto il mondo, dall’Iraq agli Usa. E se intanto calano i reati di danno al paesaggio, ”anche per una rinnovata sensibilità delle comunità”, dice Parrulli (293 reati contro 483 del 2015), anche la lotta al crimine diventa 2.0 con 2.653 beni sequestrati a seguito di monitoraggio online e la numismatica categoria più commercializzata (87%). In tutto l’anno, 985 persone denunciate e 24 arrestate.