Bertero Projects: l’Architettura, straordinarietà quotidiana

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di Azzurra Immediato

L’architettura, considerata, sin dalla classicità una dimensione intellettuale affascinante, a metà strada fra l’idea e la realtà, volta a realizzare quanto auspicato dal concetto di comunità e non solo, ha attraversato i secoli districandosi nei meandri di una identificazione propria ed al servizio della cultura, della società e delle necessità, incontrandosi o scontrandosi con la Natura, generando un flusso progettuale capace di rendersi icona ed imago urbis. Ho incontrato Simona Marzoli e Fabrizio Bertero, della Bertero Projects, di base a Milano ma il cui sviluppo creativo e progettuale è trasversalmente noto, applicandosi a contesti molteplici, come la pianificazione urbana, l’interior design pubblico, privato, residenziale e commerciale, oltre ad aver contribuito a progetti con la Triennale di Milano, l’Istituto Europeo di Design, TDK Europe, Zanotta, solo per citarne alcuni.

‘Un messaggio offre il massimo d’informazione quando la sua inaspettatezza, imprevedibilità, ci procura il massimo del piacere.’ Le parole di Gillo Dorfles che avete scelto per rappresentarvi, fungono da primo varco affinché il pubblico possa avvicinarsi al Vostro lavoro ed alla Vostra visione. In cosa, il messaggio di Dorfles, si riflette nella vostra progettazione, in senso ampio?

Le parole di Gillo Dorfles sono esattamente la chiave per interpretare i nostri progetti che possiamo definire multiformi più che eclettici. Ogni progetto parte da interpretazioni nuove della storia e della contemporaneità; per questo, il risultato finale sottende una imprevedibilità rispetto a quanto progettato fino a quel momento.

Se, per anni, il Design Thinking ha generato un modo nuovo di vedere ed interpretare la commistione tra luoghi abitatati e l’elemento umano, abbiamo poi assistito ad un momento buio in tal senso, sino al nostro contemporaneo, in cui l’Architettura desidera fortemente dialogare con la quotidianità in termini di ‘miglior vivere’; in che maniera, ciò, afferisce alla Vostra visione ed ai progetti che portate avanti?

La quotidianità diventa lo straordinario momento a cui dedicare spazi confortevoli ed azioni progettuali consapevoli. Il‘miglior vivere’ significa elevare il benessere soprattutto negli spazi “confinati” ovvero negli spazi chiusi, in cui passiamo gran parte delle nostre giornate. La qualità dell’abitare può essere nobilitata attraverso la presenza di tecnologia e natura, creando equilibrio, migliorando complessivamente la percezione di beneficio psico-fisico dell’uomo; a questo concetto ed alla sua realizzazione stiamo lavorando dal 2002. L’architettura diventa un organismo e non resta una scatola inanimata; in quest’ottica crediamo fortemente nell’introduzione, all’interno dello spazio abitativo, lavorativo, scolastico di un “polmone verde” capace di creare oggettivamente benessere, producendo ossigeno, riducendo le onde elettromagnetiche, assorbendo le polveri sottili e le sostanze chimiche nocive. Gli inquinanti hanno un’incidenza maggiore sui soggetti più sensibili come i bambini causando un abbassamento delle performance intellettive e scolastiche. L’introduzione di un “polmone verde” oltre al beneficio oggettivo di depurazione, ha un valore educativo che si concretizza in un rafforzamento dell’equilibrio tra uomo e natura. Il sistema “verde”, introdotto negli spazi indoor dedicati all’educazione può diventare anche elemento di supporto per attività di laboratorio e orti didattici, per questo lo abbiamo presentato con il progetto “Studiare nel verde”, realizzando un’aula “campione” a Battipaglia.

Il Vostro lavoro guarda oltre la città di Milano, baluardo italiano e ponte verso l’Europa e non solo, città che ha deciso di sperimentare il proprio cambiamento. Alcune esperienze che contraddistinguono la ricerca della Bertero Project, si sono spinte verso la Campania, raccontatecene di più.

La Campania costituisce un territorio fertile per il nostra attività professionale. Uno dei progetti a cuistiamo lavorando in quel territorio è la realizzazione di un piano urbanistico che comprende un complesso residenziale polifunzionale con quote di attività commerciali integrate da opere di interesse pubblico (nuova viabilità, nuovo verde di quartiere, spazi pubblici per bambini, servizi per la città); il progetto è caratterizzato da un mix funzionale atto a garantire nuova vitalità di un’area marginale integrandola nella città con effetti che vanno ben oltre il quartiere di appartenenza, fino alla soglia di rilevanza comunale se non addirittura sovra-locale per alcune specifiche funzioni.

Il Sud, la Campania, in che modo si lasciano scoprire ed esperire da un punto di vista che segua la Vostra professione e la Vostra dimensione? In che modo vi siete approcciati ad una realtà così diversa da quella meneghina?

Il nostro approccio cerca di avvicinarsi alla dimensione locale con attenzione al territorio, alle specificità, alle artigianalità, utilizzando linguaggi che si integrino con la storia e propongano nuove riflessioni nella contemporaneità, con l’uso di materiali reperibili nel contesto circostante stimolando una generale valorizzazione reciproca. Rispettando il territorio i nostri progetti si diversificano, contestualmente, il territorio ha modo di esprimersi nelle sue peculiarità.

Prima di salutarVi, è d’obbligo e d’auspicio chiederVi quali sono i progetti per il futuro e se, qualcuno di essi, Vi vedrà ancora protagonisti in Campania.

Stiamo lavorando al progetto della nuova sede Nazionale di Associazione Italiana Sommelier a Milano, uno spazio dedicato a formazione, incontro, cultura; il progetto prevede una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed al benessere di chi vive o frequenta occasionalmente questo luogo. La valorizzazione della specificità del territorio italiano si manifesta attraverso lo spazio con le sue caratteristiche materiche e le sue atmosfere. In Campania invece stiamo lavorando al progetto di una boutique di moda, un edificio in cui la poetica dello spazio si concretizza nell’equilibrio tra l’estetica classica resa possibile dall’uso di materiali tradizionali del territorio e l’estetica contemporanea dei dettagli minimali.

L’Architettura, luogo della forma e del pensiero estetico ma, al contempo, luogo del vivere, sortisce la fascinazione della natura, della città e della comunità che la accoglie ed è con tali dimensioni che il dialogo deve avvenire e rendersi arricchente, capace di migliorare quanto già esperito. L’Architettura è la scienza esatta della sperimentazione tangibile, in tal senso, la Bertero Projects, Simona Marzoli e Fabrizio Bertero portano avanti la loro progettualità, innestando la propria visione con quanto incontrano sulla loro strada e cercando, in tale comunione, il percorso in grado di generare quella straordinarietà giungente dal quotidiano che si rivela, al tempo stesso, ispirazione e campo di azione, in un momento in cui il paesaggio e la storia debbono essere protetti in un itinerario estetico che possa rivelarsi nuovo modo di pensare.