Big Data contro le demenze, al via i primi test in Italia

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Mettere alle corde le malattie neurodegenerative schiacciandole sotto il “peso” dei Big Data: è questo uno degli obiettivi chiave dello Human Brain Project (Hbp), il grande programma di ricerca europeo sul cervello umano. In Italia ha già portato all’installazione di tre centri di elaborazione dati che, grazie all’intelligenza artificiale, scaveranno nelle miniere di informazioni cliniche raccolte da ospedali e centri di ricerca per facilitarne la condivisione, aprendo la strada a diagnosi sempre piu’ precise e accurate.

I primi tre centri di elaborazione Big Data sono stati installati all’Ospedale Niguarda di Milano, all’Istituto Fatebenefratelli di Brescia e all’Universita’ di Pavia. Sono piattaforme capaci di accumulare, catalogare ed elaborare grandi quantità di dati multimodali, cioe’ diversi fra loro perché ottenuti ad esempio dagli esami emato-chimici dei pazienti, dalle risonanze magnetiche, ma anche dagli aspetti clinici e neuropsicologici raccolti durante le visite e opportunamente quantificati. Resi completamente anonimi e non riconducibili ai singoli pazienti, questi dati potranno essere condivisi tra centri di ricerca e ospedali attraverso il web, grazie ad una rete in fibra ottica sicura e protetta. In questo modo aumenteremo le conoscenze sui vari tipi di demenza e sulla loro evoluzione, permettendo diagnosi sempre più precoci e accurate e terapie più tempestive e personalizzate. I prossimo obiettivo è mettere in rete anche gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs).