Biglietti nei musei campani, Stato lamenta danni per 8 mln

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Ogni anno avrebbero dovuto versare, cosi’ come da accordo, un milione di euro all’anno allo Stato, che moltiplicato per otto anni, fa otto milioni. Questo il danno erariale contestato a Nicola Spinosa, ex sovrintendente ai beni artistici e culturali di Napoli, all’amministratore di due societa’, Guido Savarese, e a due aziende che negli anni si sono succedute nella riscossione dei biglietti per alcuni musei napoletani: la Mondadori Electa e l’associazione Civita. La Corte dei Conti della Campania ha contestato alle due persone fisiche e alle due persone giuridiche un danno per otto milioni di euro, ovvero i soldi che le societa’ non avrebbero versato allo Stato e in particolare all’ente museale. Si tratta della violazione di un accordo stipulato tra le due aziende e Spinosa e che affonda le radici in una legge dello Stato del 1997 secondo la quale il 30 per cento delle quote dei biglietti devono essere restituite al polo museale per essere reinvestite in opere di sponsorizzazione e pubblicita’. Questo, secondo la Corte dei Conti della Campania, che si e’ avvalsa di una indagine della Guardia di Finanza, non sarebbe avvenuto dal 2000 al 2008. Tutto cio’, ad opera di Spinosa sarebbe avvenuto “con intenzionalita’ e preordinazione, ovvero con animus nocendi, disattendendo volontariamente precisi doveri di servizio e provocando un ingiusto vantaggio contra legem al concessionario, in danno dell’interesse pubblico”, scrive il pm contabile nell’invito a dedurre. E ancora: “Il mancato investimento nella promozione e nella programmazione di eventi da parte del concessionario, che si traduce in una mancata entrata per il polo museale, costituisce pregiudizio per lo Stato e soprattutto in danno del Mibact” e il danno e’ da quantificarsi in complessivi 8 milioni e messo perche’ era stato stabilito che le societa’ ogni anno avrebbero dovuto versare un milione.