Bio-Based Industries, bando da 115 milioni di euro: progetti entro il 6 settembre

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Si chiuderà il prossimo 6 settembre l’edizione 2018 del bando Bio-Based Industries (Bbi) relativo a Bio-Based Industries Joint Undertaking. Ventuno i topic presenti nella call: 11 Ria (Research and Innovation Actions), 3 Csa (Coordination and Support Actions), 5 Demo (Demonstration Power Plants), 2 Flag (Innovation Actions – Flagship che includono attività per portare sul mercato prodotti già testati e con un Trl pari a 8). A disposizione, un budget totale di circa 115 milioni di euro come contributo dell’Unione Europea e del Consorzio Bio-Based Industries (Bic) destinato alle 4 aree strategiche che avevano contraddistinto già la call del 2017: Feedstock, Process, Products, Market uptake. Tra le novità di questa edizione, il criterio di eleggibilità che prevede l’obbligo di inserimento nel partenariato di almeno un ente membro del Bic.
La call è parte della Bio-Based Joint Technology Initiative, una delle “sfide per la società” di Horizon 2020 e un partenariato pubblico-privato da 3,7 miliardi di euro lanciato all’interno della Strategia per la Bioeconomia. L’obiettivo è facilitare innovazioni tecnologiche volte alla conversione efficiente e sostenibile della biomassa in prodotti industriali. Il partenariato Bio-Based Industries opera nell’ambito di Horizon 2020 ed è guidato dalla Vision and Strategic Innovation and Research Agenda (Sira). Ne fa parte anche il Bic, i cui membri coprono l’intera catena del valore della bioeconomia: da chi, come da tradizione, utilizza risorse biologiche come principale fonte di rifornimento (settore forestale, amidi, zucchero, bio-carburanti/bio-energia, bio-tecnologia) a chi impiega o la biomassa come materia prima (settore chimico, plastica e beni di consumo).
La Bio-Based Joint Technology Initiative ha un’importanza strategica nell’accelerare la creazione di una bio-industria europea competitiva e solida, facilitando e favorendo quelle innovazioni tecnologiche che consentiranno una conversione efficiente e sostenibile della biomassa in prodotti industriali e carburanti/energia all’interno delle bioraffinerie. Ne conseguirebbe la riduzione del fabbisogno di carburanti fossili dell’Europa ma anche la creare nuovi posti di lavoro.