Bioeconomia opportunità per rigenerare i territori

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Roma, 17 ott. – (AdnKronos) – “La bioeconomia può essere una grande arma se giocata in un’ottica di economia circolare con le radici nel territorio”. Lo afferma Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont in occasione della conferenza per il cinquantesimo anniversario del Club di Roma. Ma cosa significa bioeconomia? L’idea, spiega Bastioli, “è utilizzare le materie locali, creare innovazione nei siti deindustrializzati, alimentare le produzioni utilizzando scarti locali per avere materie prime che non siano in contrasto con il cibo ma siano rigenerative per i suoli”.

E non solo: “i prodotti devono essere ripensati come soluzioni ai problemi”. Secondo, l’ad di Novamont, ad esempio, sarebbe importante riuscire a rimettere nel terreno tutto il carbonio che viene dal ciclo dei rifiuti organici in modo da risolvere il problema della fertilità dei suoli. La bioeconomia, dunque, “deve essere intesa non come un processo che sottrae materie prime all’agricoltura ma in una logica di rigenerazione dei suoli”. Il problema della desertificazione dei suoli, infatti, “è fortemente correlato al problema della decarbonizzazione”.

A livello normativo, poi, spiega Bastioli, “sono importanti target ambiziosi ma bisogna fare attenzione a non mettere barriere perché non si deve escludere nessuno. Si tratta infatti di una sfida comune per il pianeta e questi progetti di bioeconomia devono coinvolgere tutti i settori rispettando i tempi dei sistemi produttivi che devono affrontare una transizione”.