Bioeconomia, Terra Next porta le startup sul mercato: 31 accordi e 700 mila euro raccolti

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Sono 31 gli accordi commerciali attivati, oltre 400 mila euro l’incremento complessivo del fatturato e più di 700 mila euro le risorse raccolte tra capitale e finanziamenti pubblici dalle tre startup coinvolte. Si chiude con questi risultati la prima edizione dello Scale-Up Program di Terra Next, il percorso dedicato alla crescita delle startup della bioeconomia promosso da Intesa Sanpaolo Innovation Center, gestito da Cariplo Factory e realizzato con il supporto del Gruppo Nestlé in Italia.

Il programma rappresenta l’evoluzione del percorso di accelerazione di Terra Next, iniziativa della Rete Nazionale Acceleratori di Cdp Venture Capital, che nei tre anni precedenti ha sostenuto 22 startup della bioeconomia con investimenti diretti superiori a 3,6 milioni di euro. Le imprese accelerate hanno successivamente raccolto oltre 14 milioni di euro.

La prima edizione dello Scale-Up Program si è conclusa al Campus di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II di Napoli, al termine di un percorso di sei mesi che ha coinvolto startup, imprese, investitori e operatori dell’ecosistema dell’innovazione.

Dal programma di accelerazione allo scale-up

L’iniziativa è stata progettata per accompagnare le startup più mature verso una fase di crescita industriale e commerciale, facendo leva sulla rete costruita nelle tre edizioni del programma di accelerazione.

Il progetto si è sviluppato su due percorsi distinti. Il primo, dedicato alla collaborazione industriale, ha preso avvio dalle esigenze di innovazione del Gruppo Nestlé in Italia. Una call internazionale ha raccolto oltre 70 candidature da diversi Paesi e, dopo la selezione, undici startup hanno presentato le proprie soluzioni durante il Selection Day dello scorso 11 marzo a Napoli. Alcune delle proposte sono ora oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dell’azienda.

Il secondo percorso è stato invece dedicato allo sviluppo di tre startup già accelerate da Terra Next, selezionate in base al potenziale di crescita tecnologica, industriale e commerciale.

Le startup coinvolte

Le imprese protagoniste del programma sono Plantbit, sviluppatrice di Bioristor, un sensore elettrochimico che monitora in tempo reale lo stato di salute delle piante consentendo di ridurre fino al 45% il consumo di acqua; Smush Materials, che realizza imballaggi biodegradabili a base di micelio ottenuti da sottoprodotti agricoli; e Isuschem, spin-off dell’Università Federico II di Napoli che produce solventi biodegradabili ricavati da oli vegetali destinati ai settori delle vernici, degli inchiostri, della cosmetica e dei bio-lubrificanti.

Il programma si è articolato nelle fasi di analisi, pianificazione ed esecuzione, con attività dedicate allo sviluppo commerciale, all’internazionalizzazione e alla raccolta di capitali. Per ciascuna startup sono stati predisposti strumenti specifici per valutare la scalabilità industriale, definire la strategia di accesso al mercato e misurare il livello di preparazione agli investimenti.

Al termine dei sei mesi sono stati attivati 31 accordi commerciali, il fatturato complessivo delle tre startup è cresciuto di oltre 400 mila euro e sono stati raccolti più di 700 mila euro tra capitale privato e finanziamenti pubblici. Il programma ha inoltre coinvolto 151 aziende nelle attività di business development e 45 fondi di venture capital.

Il respiro internazionale

Uno degli aspetti centrali dello Scale-Up Program è stato il rafforzamento della dimensione internazionale delle startup. Le imprese hanno partecipato a eventi dedicati al fundraising, tra cui Slush e BioInvestIT, e a manifestazioni di settore come BIOKET a Friburgo, PODIM a Maribor e South Summit a Madrid, con l’obiettivo di favorire l’ingresso in nuovi mercati e l’avvio di collaborazioni industriali.

Sul fronte nazionale, il programma ha promosso il South Roadshow, che ha fatto tappa a Cosenza, Palermo e Napoli. L’iniziativa ha favorito incontri tra le startup e imprese del Mezzogiorno selezionate da Intesa Sanpaolo sulla base delle possibili sinergie industriali e tecnologiche.

Secondo i promotori, i risultati della prima edizione confermano la validità del modello sviluppato da Terra Next e pongono le basi per nuove iniziative a sostegno della crescita delle imprese innovative della bioeconomia.

Stefano Molino, responsabile fondo acceleratori di Cdp Venture Capital, ha sottolineato che lo Scale-Up Program rappresenta «la naturale evoluzione» del percorso di Terra Next e uno strumento per accompagnare le startup nella fase di sviluppo più avanzata.

Per Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, il programma favorisce l’incontro tra ricerca, impresa e capitale, sostenendo la crescita di iniziative innovative e contribuendo allo sviluppo del Mezzogiorno.

Riccardo Porro, chief operating officer di Cariplo Factory, ha evidenziato come Terra Next stia evolvendo da acceleratore a piattaforma di crescita industriale e internazionale, mentre Barbara Vita, head of marketing del Gruppo Nestlé in Italia, ha rimarcato il valore della collaborazione tra grandi imprese e startup per favorire l’innovazione.