Bionde, il contrabbando fa crollare le vendite: nel 2013 evasi in Campania tributi per 4,6 mln

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I tributi statali evasi in Campania nel 2013 con il contrabbando di sigarette ammontano a oltre 4,6 milioni di euro. E’ quanto emerge dagli accertamenti compiuti dai reparti del comando regionale I tributi statali evasi in Campania nel 2013 con il contrabbando di sigarette ammontano a oltre 4,6 milioni di euro. E’ quanto emerge dagli accertamenti compiuti dai reparti del comando regionale della Guardia di Finanza della Campania. In un rapporto sulla situazione, le Fiamme gialle evidenziano che il contrabbando determina una contrazione delle vendite legali che si riverbera, con notevoli effetti economici negativi, su tutti i soggetti della filiera del tabacco, dai produttori alle rivendite, che fornisce lavoro a oltre 190 mila persone. Nel solo 2010 i danni arrecati agli operatori del settore in Italia sarebbero quantificabili in una forbice compresa tra i 650 milioni e gli 1,3 miliardi di euro. La Campania risulta essere tra le prime regioni nelle quali si registra un calo significativo delle vendite, con picchi rilevanti nelle province di Napoli e Caserta. Un aspetto rilevante del rapporto è quello dei pericoli per la salute visto che le sigarette di contrabbando vengono realizzate con prodotti che spesso non rispettano gli standard minimi. I risultati delle analisi chimiche dimostrano che sono prodotti realizzati con tabacco, cartine e filtri di scarsa qualità contenenti addirittura in alcuni casi sostanze tossiche, metalli pesanti e arsenico. Quanto agli interventi effettuati, nel 2013 sono state sequestrate oltre 40,8 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, denunciate 1788 persone. 96 gli arrestati con la sottrazione alle organizzazioni che gestiscono il traffico illecito di 77 automezzi e 23 immobili. Rispetto ai sequestri operati in tutta Italia, la Campania si è attestata al 34,32% del totale nazionale. Le risultanze investigative confermano un costante incremento dei flussi illegali provenienti, soprattutto via mare, a mezzo container, dalla Grecia e dalla Cina e via terra dalla Repubblica di Moldavia, dalla Bulgaria e dall’Ucraina. Per i piccoli carichi vengono utilizzati furgoni, camper o auto dotati di appositi doppifondi. Per quanto riguarda i grandi quantitativi si fa ricorso a carichi di copertura costituiti da frutta, generi di largo consumo, materiali plastici, pannelli in cartongesso e materiali da costruzione ovvero ad intercapedini appositamente ricavate nei pianali degli autocarri. Adottando, nel contempo, tecniche di schermatura per superare la tecnologia di ricerca che si basa sull’utilizzo degli scanner, sia in ambito portuale che lungo le strade dalle pattuglie della Finanza.