Biotech, 15 startup italiane a caccia di investitori

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Milano, 4 apr. (AdnKronos Salute) – C’è lo spazzolino da denti a tripla spazzola rotante, che pulisce il sorriso in 10 secondi. Ci sono i sensori indossabili che trasformano la riabilitazione in un videogioco. C’è un sistema per ordinare medicine a domicilio, un altro che vigila da lontano su cuore e respiro, e un altro ancora che monitora gli anziani a distanza. Poi ci sono device e metodi per far arrivare un farmaco solo dove serve o rendere più sopportabile una chemio; organi miniaturizzati su chip e bioreattori che riproducono il funzionamento di parti del corpo per testare nuove cure senza l’uso di animali, e programmi di ricerca per nuovi principi attivi, per la terapia genica del colesterolo alto, per eco cosmetici hi-tech amici dell’ambiente. Giovani idee italiane alla conquista del mercato, 15 progetti a caccia di investitori a Milano al ‘BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative’. La scienza che si mette in vetrina per convincere la finanza.

L’edizione 2018 dell’iniziativa, l’11esima, organizzata in partnership con Fondazione Filarete, Assobiomedica, Novartis, Bird Bird, il cluster Spring e Janssen (gruppo Johnson&Johnson), è iniziata a gennaio con un roadshow nazionale per raccogliere candidature. Sono stati quindi scelti una ventina di progetti, che presso la Fondazione Filarete hanno seguito un percorso formativo con un ‘coach’ d’eccezione, l’investitore californiano Bill Barber che segue la StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo. Al termine i protagonisti hanno simulato la loro presentazione di fronte a una platea di panelist selezionati fra investitori finanziari, esperti di settore e manager di impresa. Da lì le 15 idee finaliste – 8 biotech, 7 su healthcare e biomedicale – che accedono all’Investment Forum oggi e domani 4 e 5 aprile, illustrando ai potenziali ‘mecenati’ il proprio progetto con rispettivo business plan.

Tre i riconoscimenti assegnati durante l’evento: nella prima giornata il premio Assobiotec ‘Gabriele Corbelli Award’ per la migliore presentazione e il ‘Novartis Oncology Award’ per il progetto di ricerca o la startup più promettente in campo medico, il secondo giorno un premio Janssen per il progetto con il maggiore potenziale sul fronte dell’healthcare.

“Dalla prima edizione a oggi la manifestazione ha permesso di raccogliere oltre 43 milioni di euro per finanziare startup innovative nazionali, selezionate tra più di 500 progetti e grazie alla partecipazione di oltre 1.600 tra aziende e investitori ai 10 Investment Forum organizzati in questi anni – afferma Riccardo Palmisano, presidente dell’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, Assobiotec che fa parte di Federchimica – Numeri sempre in crescita, che testimoniano quanto sia apprezzata l’Italia capace di nuove idee e di una ricerca di alto livello. Un’Italia delle idee che bisogna aiutare nel processo di trasformazione della ricerca in prodotti e brevetti, sostenendone e accompagnandone lo sviluppo”.

“In Assobiotec – ricorda il manager – crediamo a un investimento importante sul tema del trasferimento tecnologico, anche per favorire una sempre migliore collaborazione tra pubblico e privato; a interventi strutturali di defiscalizzazione e a incentivi per piccole realtà e startup, così come alla semplificazione burocratica. Solo continuando sulla strada aperta dai Governi degli ultimi anni – sottolinea Palmisano – si potranno realmente valorizzare le eccellenze scientifiche nazionali, garantendo parimenti un ritorno per il nostro Paese in termini di economia, competitività e occupazione qualificata”.

“Le scienze della vita rappresentano uno dei settori più dinamici del manifatturiero italiano – rileva Maurizio Montagnese, presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center – Negli ultimi 10 anni, dal 2008 al 2017, le esportazioni sono infatti raddoppiate raggiungendo i 14,2 miliardi di euro: addirittura meglio dei tradizionali punti di forza del made in Italy come l’alimentare, il sistema moda e la meccanica. Questi risultati sono il frutto di un contesto favorevole, creato dalla presenza di forti competenze nel Paese. Università, strutture ospedaliere e centri di ricerca, unitamente a un tessuto produttivo formato da grandi imprese multinazionali o a solo capitale italiano, hanno consentito lo sviluppo di un ecosistema di primario livello per quanto riguarda Pmi e startup. In questo ambito Intesa Sanpaolo collabora fin dal 2010 al percorso di BioInItaly, rivolgendosi proprio a queste ultime due categorie di imprese per accompagnarle nel reperimento dei capitali e per favorirne l’accesso ai mercati internazionali”.