Bisio “bradipo” ottimista e iperattivo. Il futuro? Un film sull’islam

Ampi consensi per Claudio Bisio, special guest con gli altri doppiatori del film “L’era glaciale 5”, da Pino Insegno a Lee Ryan,Massimo Giuliani, Marco Guadagno, proiettato in anteprima all’Ischia Global Fest. Il simpatico umorista come egli stesso si definisce è stato premiato da Pascal Vicedomini, produttore della kermesse quale migliore attore di commedia dell’anno.

Bisio chi è Sid il suo personaggio nel L’Era Glaciale?
Sid è un bradipo; ad un primo impatto, immaginiamo un animaletto lento, che si addormenta stesso, va in letargo; del resto il termine bradicardia sta a significare un battito cardiaco al di sotto della norma. Io al contrario sono un iper attivo, che parla e si muove in maniera velocissima e quando mi fu fatta la proposta di doppiare questo personaggio ci avevo quasi rinunciato; poi, quando ho visto il trailer del film, con Sid spiritosissimo, logorroico e mio figlio di 4 anni che rideva da morire con tutto che era in lingua inglese, allora mi sono convinto a dire di sì, ed oggi eccomi qui alla quinta serie.

Quali aspetti caratteriali ha in comune con Sid?
La vivacità, la dinamicità, l’allegria al punto da poter affermare, utilizzando un’espressione di Flobert “Sid, c’est moi!”.

Bisio, come si dipingerebbe?
Spesso mi sento più giudicato che giudice di me stesso; sono molto esigente soprattutto nel lavoro; non amo riguardarmi dopo una mia interpretazione e nemmeno risentire la mia voce. Sono un eclettico, mi piace variare nel lavoro; non mi sono mai dedicato alla regia e non ho di queste velleità, preferisco che ci sia sempre qualcun altro a dirigermi, dando anche spazio alla mia “improvvisazione”. A Zelig ero il capocomico, a teatro spesso faccio monologhi.

Autore di un libro dal titolo “Doppio misto” ha mai pensato di scriverne un altro?
Chissà, forse un giorno poteri scrivere una mia autobiografia.

Bisio lei ha tre figli di cui uno più piccolo; che padre è?
Molto flessibile, forse fin troppo; ed anche quando tento di fare il severo, non ci riesco fingo ed i miei due figli grandi mi scoprono subito e mi dicono “papà non sei credibile”.

Il suo atteggiamento paterno di fronte alla precarietà del periodo politico che stiamo vivendo?
Io sono per natura molto ottimista che vede sempre il bicchiere mezzo pieno anche di fronte a notizie nefaste; ad esempio, se uno dei miei figli in giro per l’Europa fosse irrintracciabile con il cellulare scarico o che non prende, non penserei mai a qualcosa di tragico ma piuttosto che si sta divertendo e sta vivendo un’esperienza bellissima. Io sono figlio degli anni “60 e nasco da un padre molto severo; ricordo che a 18 anni con gli amici sono andato in Portogallo in una “126” dormendo nel sacco a pelo. Penso che i ragazzi non debbano in alcun modo essere limitati nella loro sete di conoscenza e che sia per loro assolutamente importante dedicarsi ai viaggi, esplorando culture, costumi, paesaggi nuovi. Non sono stato negativamente impressionato dalla Brexit, da chi vuole chiudere le frontiere in Europa e per quel riguarda la strage Nizza ho una mia idea personale.

Quale?
Per quel che so, affermo un pensiero quasi contro corrente e cioè che in questo caso l’Isis non c’entra nulla, ma è tutta opera della follia di un uomo con problemi psichiatrici ben conclamati. Io sono un fatalista e dico all’umanità: non limitate la vostra libertà, Evviva la vita!.

Artista a 360 gradi; ama di più fare il doppiatore o l’attore?
Amo recitare dal vivo, soprattutto sul palcoscenico in teatro, mio habitat naturale nel quale riesco ad avere un rapporto vero, costante ed intenso con il pubblico.

Uno degli amici nel cinema a lei più fedele?
Gabriele Salvatores, il regista di “Mediterraneo” con il quale ho vinto l’Oscar”.

Siamo nel golfo partenopeo; il suo rapporto con questa terra?
Fantastico; la scorsa stagione sono stato a Napoli per due settimane in scena al teatro Bellini con lo spettacolo “Father and Son” tratto dal libro di Serra “Gli Sdraiati”. Il lavoro tratta del rapporto tra un figlio adolescente e di un padre in cui mi rispecchio molto essendo come me, un uomo che non vuole invecchiare, anticonformista, giovane dentro che però suo malgrado è costretto ad impartire delle regole. Sempre a Napoli, tempo fa ho soggiornato per ben due mesi per la lavorazione del film di Genovese “Ma che bella sorpresa”. E’ una città fatta a misura per me che sono un “simpatico umorista.

Progetti futuri?
A Natale uscirà il film “Non c’è più religione” di Luca Miniero, girato al sud del Gargano; nel cast figurano anche Angela Finocchiaro ed Alessandro Gassman. La trama, anziché giocare sulla rivalità tra nord e sud, come “Benvenuti al Sud” sempre di Miniero,
 si articola sulle differenze tra cattolici e musulmani.