Bit, a Milano l”arte promuove la Campania

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in foto Da sinistra Giancarlo Magalli, Giuseppe Leone, Rosanna Romano, Gaetano Mauro, Filippo Merola e Mario Esposito nei giardini del Correale per Iconemi gastronomici

Se i Premi fanno tradizionalmente pensare a targhe, coppe o medaglie da conservare in archivio, il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”® è tutt’altro. Esso è un laboratori di sperimentazioni, di comunità, di residenze creative.
Alla Bit di Milano, in programma a Fiera Milano City dal 10 al 12 febbraio, nel padiglione istituzionale della Regione Campania, il Simposio delle Muse (ente organizzatore dell’importante premio internazionale), punta sull’arte per promuovere i territori. Lo fa in due maniere molto accattivanti. La prima si nutre di una “poetica” che coniuga natura e colore, denominata “iconema”. L’iconema (rafforzativo di icona) non è infatti solo immagine, ma segno identitario, distintivo, esclusivo, unico ed affidato – nel progetto- alla reinterpretazione di un’altra arte performativa, quella gastronomica. Giuseppe Leone Leone artista di Buonalbergo (piccolo centro del Fortore sannita) e lo chef Peppe Aversa (patron dello storico”Buco” di Sorrento) si sono incontrati per designare gli “iconemi gastronomici”, ovvero un incontro tra la pittura e i sapori, dove le creazioni dello chef sorrentino sono state ispirate da elementi naturali e paesaggistici, ripresi dalla pittura di paesaggio tra cui la famosa Scuola di Posillipo, così da creare momenti performativi innovativi. In tal modo del semplice pane tostato diventa pennello che può intingere nella tavolozza dei condimenti, oppure uno zuccotto dolce ridisegnare le cupole delle chiese della penisola sorrentina. Il tutto affidato al genio creativo di Aversa e alla sapiente regia del maestro Leone. “Se già Fuerbach nell’Ottocento affermò che noi siamo ciò che mangiamo, trasformare la pittura in cibo ed evidenziare come il cibo, con gli ingredienti mediterranei, sia di per sé una pittura, costituisce un rito artistico simbolico che intende attirare l’attenzione sulla trasformazione della vita, della società , della natura. I piatti creati dallo chef sorrentino Giuseppe Aversa, ispirati ai colori dei posillipisti esposti al Museo Correale di Sorrento , diventano autonoma arte, racconto, messaggio, che trovano linfa nella loro essenza e non in un testo didascalico e retorico”, dichiara Giuseppe Leone che insieme al patron del Premio “Penisola Sorrentina” Mario Esposito e al Presidente del Museo sorrentino Gaetano Mauro ha ideato questa speciale iniziativa. Con questa azione/performance potenzialmente interminabile e andata in scena nell’anno italiano del cibo all’interno delle serre Ruoppo del Museo Correale, Aversa coinvolge profondamente l’azione intenzionale dell’uomo e quella spontanea della natura, legandole in funzione del tempo. Anche la relazione tra il piatto e il quadro, tra il cibo e l’opera pittorica selezionata è destinata infatti a continua mutazione, in vista delle diverse stagioni della natura. “Iconemi gastronomici è una performance artistica mutevole, destinata sempre ad inventarsi e trovare nuovi equilibri con i colori della natura oltre che al concetto di trasformazione dell’ingrediente”conclude Giuseppe Leone. Un progetto dunque innovativo per la promozione turistica del Museo Correale, che fa leva sul cibo e sull’arte come “iconemi” tipicamente campani.
L’altro progetto artistico promosso dal Simposio delle Muse è “Copertina d’autore”. L’annuario del Premio “Penisola Sorrentina” non diventa quindi solo la tipica raccolta di foto, nomi e profili biografici di attori, cantanti, letterati ed intellettuali insigniti a Piano di Sorrento del prestigioso riconoscimento – che quest’anno raggiunge 24 edizioni- ma un vero e proprio pamphlet dell’arte che ogni anno affida ad un interprete di fama nazionale la realizzazione di una copertina, in grado di trasformare l’annuario in un documento d’autore da conservare e collezionare. Gli amanti dell’arte alla BIT di Milano, all’interno del padiglione istituzionale della Regione Campania, potranno ritirare gratuitamente il loro pamphlet artistico con la prima copertina d’autore, realizzata dal graffitista internazionale Jorit.
Prestigiose iniziative come queste dimostrano di non inseguire un’utopia costruttiva dell’arte, né di ambire a trasformare didatticamente o didascalicamente il mondo, ma preferiscono attraversare creativamente e caoticamente il quotidiano, compresi eventi come quelli fieristici e promozionali il più volte destinati solo al consumo: in tal modo l’oggetto, nella sua umiltà e apparente banalità (come appunto l’annuario di un Premio), può assurgere a mezzo di promozione qualitativa di una Regione, oltre che a strumento ludico di interazione tra artista e pubblico.