Bliz al congresso della Fifa, arrestati 10 dirigenti

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A cura di Antonio Arricale

Un nuovo scandalo scuote i vertici della FIFA, la Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, che ha sede a Zurigo, rappresenta 209 Paesi, ed è il vero governo mondiale del calcio. Un blitz presso un elegante albergo della città ha portato all’arresto di almeno 10 funzionari dell’organo di governo, che sono accusati di racket, riciclaggio di denaro, frode telematica ed evasione fiscale. Il numero uno della FIFA, Joseph Blatter, non è sotto accusa, ma è fra gli indagati. La retata in Svizzera è avvenuta presso l’hotel Baur au Lac dove i vertici della FIFA erano riuniti per il consueto incontro annuale, in vista delle elezioni per il nuovo presidente che si dovrebbero tenere il 29 maggio prossimo. Fra gli arrestati vi sono i due vicepresidenti del comitato esecutivo, Jeffrey Webb delle Isole Cayman e l’uruguaiano Eugenio Figueredo. Fra gli accusati anche Jack Warner di Trinidad & Tobago, ex membro del comitato esecutivo, ritiratosi nel 2011 in seguito all’accusa di compravendita di voti. Tutto è partito dalla Procura di New York, che ha aperto un’indagine per corruzione nei confronti degli alti dirigenti della FIFA, sospettando anche brogli nella selezione dei paesi ospitanti la Coppa del Mondo (i prossimi due Mondiali si svolgeranno in Russia, candidatura osteggiata da Londra, ed in Qatar d’inverno). Le 10 persone arrestate saranno ora istradate negli Stati Uniti. Nelle prossime ore si terrà una conferenza stampa a New York per spiegare i dettagli dell’operazione. La conferenza stampa sarà tenuta dal capo del Dipartimento di giustizia americano , Loretta Lynch, e dal numero uno del FBI, James Comey. La vicenda, secondo alcuni osservatori, entrerà di prepotenza nel duello da qualche anno, ormai. in atto, tra i massimi dirigenti per scalzare dal “trono” il 79enne Joseph Blatter dal ponte di comando della Fifa. Blatter – lo ricordiamo – è da ben sedici anni (nella Fifa è però presente sin dal lontano 1977) patron assoluto del ricco club delle Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, che ogni quattro anni organizza uno dei più floridi eventi sportivi sul piano economico . Basti pensare che soltanto per i diritti televisivi il Mondiale di calcio vale 2,3 miliardi di dollari (dato riferito a Brasile 2014). E la somma è destinata, evidentemente, a crescere ad ogni nuovo evento. Secondo un bilancio dettagliato per il 2014 le entrate della Fifa sono state pari a 1,08 miliardi di dollari e gli investimenti pari a 1,41 miliardi di dollari. Somme importanti, anche dal punto di vista del deficit che lo scorso anno è calcolato in 330 milioni dollari.

Borse asiatiche

Borse asiatiche incerte questa mattina, preoccupate dall’evoluzione della crisi greca e dalle prospettive di un prossimo rialzo dei tassi statunitensi. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,17% a 20472 punti, positiva anche la borsa cinese che guadagna mezzo punto percentuale circa, mentre si sono mosse in territorio negativo sia Seoul (-1,68%) che Hong Kong, che sta perdendo lo 0,6%. Positive le indicazioni giunte dal fronte macroeconomico: sono infatti tornati a crescere, per la prima volta dallo scorso settembre, i profitti dell’industria cinese. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica, infatti, in aprile i profitti dell’industria sono cresciuti del 2,6% su base annua dopo il calo dello 0,4% di marzo e il crollo del 4,2% registrato nel periodo gennaio-febbraio (Pechino ha accorpato i dati dei primi due mesi del 2015 a causa della distorsione dovuta alla celebrazione del Capodanno lunare). Nei primi quattro mesi del 2015 il dato segna un declino dell’1,3% contro la flessione dell’1,4% del primo trimestre. In Giappone dopo il brusco stop in aprile, in maggio la fiducia delle Pmi è salita oltre le attese. Secondo il sondaggio pubblicato dalla Shoko Chukin Bank, infatti, la fiducia delle piccole e medie imprese in Giappone è cresciuta in maggio a 48,1 punti (in linea con l’outlook diffuso il mese scorso) da 47,4 punti di aprile (in marzo la lettura era stata di 49,8 punti) e contro i 48,0 punti del consensus. Per giugno la stima è di un progresso a 49,3 punti. Il board della Bank of Japan (BoJ) ha confe rmato ancora una volta con l’approvazione di otto consiglieri su nove il piano di stimolo attraverso l’espansione della base monetaria di circa 80.000 miliardi di yen (circa 600 miliardi di euro al cambio attuale) l’anno. Questo è quanto si legge nei verbali del meeting del 30 aprile, in cui la fiducia per la costante, seppur moderata, ripresa dell’economia del Sol Levante appare incrinata anche in vista della nuova tranche di aumento delle imposte sui consumi rinviata dallo scorso autunno all’esercizio 2017. E nonostante la BoJ abbia rinviato alla prima metà dell’esercizio 2016 il target d’inflazione al 2% (tra aprile e settembre del prossimo anno, in deciso ritardo rispetto all’aprile 2015, obiettivo dell’istituto quando venne introdotto l’ultimo incremento del piano di quantitative easing), alcuni membri del board ora non credono che i prezzi al consumo toccheranno tali livelli di crescita neppure nell’eser cizio 2017. Visto che le parole contano, Takehiro Sato, il consigliere che in più occasioni ha dimostrato il suo scetticismo sugli obiettivi della BoJ, ha suggerito che si cambi da “raggiungere” a “puntare a” la terminologia utilizzata per i target d’inflazione.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in netto ribasso. Il Dow Jones ha perso l’1,04%, l’S&P 500 l’1,03% e il Nasdaq Composite l’1,11%. I buoni dati macroeconomici pubblicati in giornata hanno aumentato le possibilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. I listini inoltre sono stati zavorrati dalla preoccupante situazione finanziaria della Grecia. Ad aprile gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un incremento dello 0,5% su base mensile dal +0,6% rilevato in marzo (rivisto da +0,3%), a fronte di un incremento dello 0,4% stimato dagli addetti ai lavori. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti per la difesa, è cresciuto dell’1% su base mensile dopo l’incremento dell’1,5% della rilevazione prec edente. L’Indice S&P/Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali citta’ americane, è cresciuto dello 0,9% nel mese di marzo evidenziando un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2014, superiore al consensus, pari al +4,6%, e in linea con la rilevazione precedente. L’Indice di fiducia dei consumatori e’ salito in maggio e a 95,4 punti dai 94,3 punti del mese precedente, rivisto da 95,2 punti. Il dato e’ al di sopra delle previsioni degli addetti ai lavori (94,9 punti). Le vendite di nuove abitazioni sono salite ad aprile del 6,8% rispetto al mese precedente, attestandosi a 517 mila unita’ (consensus 510 mila), rispetto alle 484 mila unità della rilevazione precedente. Sul fronte societario Time Warner Cable +7,26%. Charter Communications ha annunciato l’acquisto dell’operatore via cavo per circa 55 miliardi di dollari (78,8 miliardi considerando il debito). AutoZone – 0,13%. Il rivenditore di componenti per auto ha annunciato i risultati del terzo trimestre. Nel periodo l’utile è aumentato a 309,1 milioni di dollari (9,57 dollari per azione) da 285,2 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono cresciuti del 6,5% a 2,49 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono migliorate del 2,3%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 9,52 dollari su ricavi per 2,50 miliardi. Procter & Gamble -1%. Secondo Bloomberg la tedesca Henkel sarebbe vicina a concludere l’acquisto del marchio dei cosmetici Wella, messo in vendita dal gigante dei beni di consumo, per una cifra compresa tra i 5,5 e i 7 miliardi di dollari. First Solar -7,28%. RBC Capital ha tagliato il rating sul titolo del produttore di pannelli fotovoltaici a underperform. Amgen -2,79%. La società biotech americana ha annunciato la fine della collaborazione con il gruppo farmaceutico britannico AstraZeneca incentrata su un anticorpo per il trattamento della psoriasi e altre patologie su base infiammatoria.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,6%, il Ftse100 di Londra lo 0,5% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,45%. I mercati del vecchio continente beneficiano del dato sulla fiducia dei consumatori in Germania (indice Gfk), cresciuto nel mese di giugno più del previsto a 10,2 punti da 10,1 punti (consensus 10,0 punti). In Francia invece la fiducia a maggio è calata a sorpresa a 93 punti da 94 punti (consensus 95 punti).

Italia

Il Ftse Mib segna +0,81%, il Ftse Italia All-Share +0,80%, il Ftse Italia Mid Cap +0,54%, il Ftse Italia Star +0,26%. Piazza Affari ieri ha chiuso in modesto rialzo una seduta nervosa dominata dalle incertezze sul futuro della Grecia. Nel fine settimana il ministro degli Interni ellenico, Nikos Voutsis, ha dichiarato che il Paese non riuscirà a rimborsare i prestiti in scadenza a giugno (1,6 miliardi di euro) al Fondo monetario internazionale senza un accordo con i creditori internazionali. Ieri alcuni rumors parlavano di un possibile slittamento del rimborso da 300 milioni in scadenza il 5 giugno, che si andrebbe a cumulare in un’unica tranche da 1,6 miliardi da pagare a fine mese. Sullo sfondo resta la tempistica della Fed sul primo rialzo dei tassi: sempre ieri Loretta Mester, numero uno della Fed di Cleveland, ha dichiarato che è vicino il tempo per il primo rialzo. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,17% a 23.326 punti. Crollo di Mps (-16,82% a 1,78 euro) nel secondo giorno dell’aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Il diritto ha chiuso con un ribasso del 9,28% a 5,57 euro. La Fondazione Mps ha fatto sapere che parteciperà pro-quota alla ricapitalizzazione. Deboli anche gli altri titoli del comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha ceduto lo 0,12% a 7,70 euro, Intesa SanPaolo lo 0,67% a 3,258 euro, Ubi Banca lo 0,53% a 7,38 euro, Unicredit lo 0,08% a 6,245 euro. Settore del lusso ben comprato in scia al taglio dei dazi in Cina sull’importazione di alcuni beni di consumo come scarpe, cosmetici e abbigliamento. E così Tod’s ha guadagnato il 2% a 84,15 euro, Ferragamo il 3,66% a 28,57 euro e Luxottica l’1,09% a 60,15 euro. Debole Saipem (-1,07% a 11,97 euro) in scia alla notizia uscita su Bloomberg delle dichiarazioni dell’ambasciatore turco in Russia secondo cui l’avvio del gasdotto Turkish Stream potrebbe essere ritardato dopo il 2017.


I dati macro attesi oggi

Mercoledì 27 maggio 2015

01:50 GIA Verbali BoJ;

07:00 GIA Indice fiducia imprese mag;

08:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) giu;

08:45 FRA Indice fiducia consumatori mag.