Bologna: intesa Apoi-Comune per prevenire disturbo da accumulo

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Bologna, 11 giu. (Labitalia) – La gestione dei casi da accumulo rappresenta un problema che i servizi sociali si trovano sempre più spesso ad affrontare con notevole difficoltà a causa della complessità del fenomeno e dell’assenza di conoscenze consolidate e di precisi strumenti operativi. Proprio per questo, lo scorso ottobre, tre ambiti del Comune (Servizio Sociale Territoriale, Salute e Tutela ambientale, Polizia Municipale), l’Azienda Usl e Asp Città di Bologna hanno siglato un patto mirato a creare un raccordo interistituzionale per agire nella gestione dei casi in modo coordinato, più rapido e più efficace. In questo contesto, strategico risulta il protocollo di intesa firmato recentemente tra Apoi e il Comune di Bologna con il quale si sancisce la reciproca volontà e l’impegno ad attuare azioni di sensibilizzazione e prevenzione del disturbo da accumulo al fine di intercettare le situazioni prima che sfocino in emergenza.

Un progetto che parte da lontano e al quale Apoi, Associazione professional organizers Italia, ha sempre rivolto un’attenzione particolare, oltre che uno studio approfondito, al fine di sostenere e aiutare le persone che soffrono di un tale disturbo, complesso e multidimensionale, troppo spesso ignorato e sottovalutato.

Oggi, grazie all’accordo con il Comune di Bologna, il primo comune italiano che ha deciso di ascoltare l’esigenza sociale espressa tra l’altro da un numero sempre crescente di fatti di cronaca nazionale, il progetto si realizza e prende vita con una serie di attività volte a svolgere un’azione di sensibilizzazione e prevenzione che contribuisca a far conoscere il problema, a far emergere eventuali situazioni a rischio di disturbo da accumulo, ad individuare e sperimentare strumenti e modalità operative nuove, in collaborazione con le risorse della comunità.

L’accordo proseguirà fino al 30 giugno 2020, attivando una collaborazione tra operatori di Comune e Azienda Usl di Bologna e Apoi, l’Associazione di professionisti operanti nel settore del professional organizing, che esercitano attività volte alla prestazione di servizi che stimolano le capacità organizzative, assistendo le persone nel ritrovare il proprio equilibrio.

Il protocollo avrà come destinatari i cittadini interessati al tema, familiari di persone adulte, anziane, o disabili che vivono in situazioni a rischio di accumulo, membri di associazioni di volontariato e operatori del Terzo settore che incidentalmente posso intercettare questo tipo di problematica nello svolgimento delle loro attività e le persone seguite dal Servizio Sociale di Territoriale del Comune di Bologna che sono potenzialmente a rischio d’accumulo per le quali si ritiene importante svolgere un’azione educativa e di supporto nello smaltimento del materiale eccedente presente all’interno delle loro abitazioni.

“Un progetto molto importante – ha dichiarato Irene Novello, vicepresidente Apoi – di responsabilità e soddisfazione. L’organizzazione, che è una competenza fondamentale per la vita di tutti, da un punto di vista sociale e sanitario rappresenta uno strumento fondamentale che avvicina alla soluzione del problema e che sostiene e aiuta, oltre che le persone che sono affette da questo disturbo, anche coloro che vivono accanto a loro”.