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sabato, Marzo 7, 2026
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Bonus animali domestici 2026: contributi fino a 300 euro l’anno agli over 65

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Il bonus animali domestici 2026 è un contributo economico destinato agli anziani con redditi bassi per aiutarli a sostenere le spese veterinarie. La misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2024 e valida fino al 31 dicembre 2026, prevede un rimborso annuale che può arrivare fino a 300 euro, erogato dalle Regioni fino a esaurimento dei fondi disponibili.
Si tratta di un sostegno pensato per garantire la salute degli animali da compagnia e supportare le persone over 65 che, spesso con pensioni limitate, devono affrontare costi veterinari elevati.
La misura è finanziata con risorse limitate: circa 250.000 euro per il primo anno e 237.500 euro per ciascuno degli anni successivi fino al 2026.

Chi può richiedere il bonus
Per accedere al contributo è necessario soddisfare precisi requisiti anagrafici, economici e amministrativi.
Possono fare domanda i cittadini che: hanno almeno 65 anni; possiedono un ISEE non superiore a 16.215 euro; sono residenti in Italia; sono proprietari di un animale domestico registrato; hanno sostenuto spese veterinarie documentate e tracciabili. Il contributo è riservato esclusivamente agli animali detenuti per affetto o compagnia regolarmente registrati nelle banche dati ufficiali, tra cui: cani, gatti, furetti, altri animali domestici consentiti dalla normativa.
Per i cani è obbligatorio il microchip. Per gli altri animali è richiesta una registrazione equivalente che consenta l’identificazione del proprietario.

Spese coperte dal bonus
Il contributo copre esclusivamente le spese sanitarie certificate da fattura o ricevuta fiscale.
Rientrano nel rimborso: visite veterinarie di controllo e specialistiche, interventi chirurgici, esami diagnostici e analisi di laboratorio, ricoveri e degenze, anestesia, farmaci prescritti dal veterinario.
Le spese devono essere tracciabili, quindi pagate con strumenti elettronici come bonifico, carta o bancomat.

Come presentare domanda
Le richiesta devono essere presentate alla Regione o al Comune di residenza, seguendo le modalità previste dai bandi locali. Vengono solitamente valutate in base all’ISEE e all’ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi.