Boris Johnson ultime ore da primo ministro britannico. Anche i big del partito gli chiedono di dimettersi

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in foto Boris Johnson (Imagoeconomica)

Si consumano quelle che sembrano essere le ultime ore di Boris Johnson da primo ministro britannico. A Downing Street, oltre a una delegazione di ministri incaricatasi di cercare di convincere BoJo a dimettersi ‘spontaneamente’ dopo lo scandalo Pincher e l’ondata di dimissioni in casa Tory che ne e’ seguita, e’ atteso in serata pure Graham Brady: presidente del comitato 1922, organismo chiave del gruppo parlamentare dell’attuale forza di maggioranza incaricato di fissare regole e convocazioni di elezioni interne e voti di sfiducia sulla leadership del partito. Brady intende far sapere che “per ora” il comitato – rinnovato oggi in 18 componenti del suo esecutivo – non si propone di cambiare le regole dello statuto in corsa in modo da poter riconvocare un voto sulla leadership di BoJo, dopo quello superato di misura a inizio giugno, prima della scadenza minima di un anno prevista attualmente tra uno scrutinio e l’altro. Ma anche per consegnare al premier, secondo indiscrezione dei media, una montagna di lettere di deputati decisi a ritirare la propria fiducia personale in lui: lettere moltiplicatesi nelle ultime ore. Un modo per unirsi alle pressioni su Johnson, mentre anche un altro ministro di primo piano annoverato finora tra i fedelissimi, il titolare delle Attivita’ Produttive, Kwasi Kwarteng, si unisce al coro di chi gli dice “game over”.