Borsa: alta tensione in Europa. Piazza Affari chiude in violento calo, -3,2% con banche

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Ancora un crollo per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,21% a 15.913 punti. Forti vendite sulle banche: Carige -10%, Ubi, Banco popolare e Bpm -8%, Unicredit -7%, Intesa -6%.

L’ANALISI: Debito, petrolio, emergenti, i 3 incubi dei mercati

A pesare è anche il crollo della produzione industriale in Germania – La produzione industriale tedesca a dicembre è scesa inaspettatamente per il secondo mese consecutivo dell’1,2% su novembre. Le stime indicavano un possibile incremento dello 0,5%. Germania che vede comunque un boom dell’export. L’export tedesco ha segnato un nuovo record nel 2015, segnando un aumento del 6,4% rispetto al 2014. Complessivamente, lo scorso anno la Germania ha esportato merce per un valore di 1.195,8 miliardi di euro. La merce importata ammonta a 948 miliardi (+4,2%). I dati, divulgati dall’ufficio di statistica generale Destatis, mostrano pero’ una flessione dell’1,6% a dicembre rispetto al mese precedente.

Asia crolla a Tokyo(-5,4%), la scimmia salva Shanghai  – Si circoscrive a Tokyo (-5,4%) e a Sidney (-2,88%) il crollo delle Borse di Asia e Pacifico, la maggior parte delle quali, da Shanghai ad Hong Kong, Seul e Taiwan, è chiusa fino a domani per festeggiare il capodanno cinese, che quest’anno celebra il segno della scimmia. Aperta Mumbai (-1,36%), che costituisce una vera e propria area protetta dalla tempesta che da Atene si è levata ieri prima sulle Borse europee e poi sui listini Usa. In picchiata i futures sull’Europa, dopo l’inatteso calo della produzione industriale e delle esportazioni tedesche a dicembre e con lo spread Btp/Bund in aumento a 153 punti. Previsioni amare anche su Wall Street, i cui dati macroeconomici previsti per oggi (ottimismo piccole imprese, posti vacanti, scorte e vendite all’ingrosso) si preannunciano piuttosto contraddittori. A Tokyo cali a due cifre per Sumco Corporation (-12,1%), che ha diffuso i risultati di fine anno, e per Chiyoda (-10,47%) dopo quelli del trimestre. In picchiata Nomura (-9,06%), Suzuki (-9,01%), Sony (-7,03%) e Toyota (-6,12%).

   

Ancora un crollo per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,21% a 15.913 punti. Forti vendite sulle banche: Carige -10%, Ubi, Banco popolare e Bpm -8%, Unicredit -7%, Intesa -6%.

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A pesare è anche il crollo della produzione industriale in Germania – La produzione industriale tedesca a dicembre è scesa inaspettatamente per il secondo mese consecutivo dell’1,2% su novembre. Le stime indicavano un possibile incremento dello 0,5%. Germania che vede comunque un boom dell’export. L’export tedesco ha segnato un nuovo record nel 2015, segnando un aumento del 6,4% rispetto al 2014. Complessivamente, lo scorso anno la Germania ha esportato merce per un valore di 1.195,8 miliardi di euro. La merce importata ammonta a 948 miliardi (+4,2%). I dati, divulgati dall’ufficio di statistica generale Destatis, mostrano pero’ una flessione dell’1,6% a dicembre rispetto al mese precedente.

Asia crolla a Tokyo(-5,4%), la scimmia salva Shanghai  – Si circoscrive a Tokyo (-5,4%) e a Sidney (-2,88%) il crollo delle Borse di Asia e Pacifico, la maggior parte delle quali, da Shanghai ad Hong Kong, Seul e Taiwan, è chiusa fino a domani per festeggiare il capodanno cinese, che quest’anno celebra il segno della scimmia. Aperta Mumbai (-1,36%), che costituisce una vera e propria area protetta dalla tempesta che da Atene si è levata ieri prima sulle Borse europee e poi sui listini Usa. In picchiata i futures sull’Europa, dopo l’inatteso calo della produzione industriale e delle esportazioni tedesche a dicembre e con lo spread Btp/Bund in aumento a 153 punti. Previsioni amare anche su Wall Street, i cui dati macroeconomici previsti per oggi (ottimismo piccole imprese, posti vacanti, scorte e vendite all’ingrosso) si preannunciano piuttosto contraddittori. A Tokyo cali a due cifre per Sumco Corporation (-12,1%), che ha diffuso i risultati di fine anno, e per Chiyoda (-10,47%) dopo quelli del trimestre. In picchiata Nomura (-9,06%), Suzuki (-9,01%), Sony (-7,03%) e Toyota (-6,12%).