Borsa: ecco i mercati emergenti da monitorare per investire

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Dopo un 2020 dominato dal rally dell’azionariato USA, i rendimenti in crescita delle obbligazioni tornano a rendere appetibili gli investimenti nei titoli di Stato, ovviamente tenendo conto dei rischi legati al potenziale aumento dell’inflazione. Nel contesto attuale Stati Uniti ed Europa non sembrano fornire le migliori opportunità, almeno non per chi è alla ricerca di rendimenti interessanti.

Al contrario, la crescita dei mercati emergenti sta catturando l’attenzione degli investitori, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni della Cina e delle borse asiatiche. Il Dragone è riuscito a chiudere il 2020 con il PIL in aumento del 2,3%, secondo quanto indicato dai dati del National Bureau of Statistics of China, mentre l’economia USA ha registrato un crollo del 3,5% e quella dell’Eurozona una contrazione del 6,8%.

La possibile ripresa dell’economia globale, attesa per il secondo semestre dell’anno, potrebbe favorire proprio la Cina e i mercati asiatici, ben posizionati anche per cavalcare l’onda della transizione energetica e della trasformazione digitale. Proprio l’economia verde potrebbe essere il punto di svolta nel 2021, tenendo conto del focus sulla green economy, sia da parte del pacchetto da 1,9 trilioni di dollari voluto dal presidente USA Joe Biden, sia per le risorse del Next Generation EU messe a disposizione dall’Unione Europea nel Vecchio Continente.

Come investire sui mercati emergenti per diversificare il portafoglio

Per sfruttare le potenzialità dei mercati emergenti, migliorando la diversificazione degli investimenti per minimizzare i fattori di rischio, è essenziale utilizzare gli strumenti per l’analisi finanziaria. Investendo nella formazione, infatti, è possibile imparare le basi del trading, per apprendere come usare l’analisi tecnica e fondamentale al fine di pianificare strategie operative ottimali.

Secondo quanto si evince dalla guida per investire in Borsa a cura degli esperti di Borsamercato.com, con il trading online è possibile effettuare investimenti in modo accurato e gestire correttamente il rischio, tuttavia è necessaria la padronanza degli strumenti tecnici di analisi. Con lo studio dei grafici è possibile valutare l’andamento dei prezzi degli asset, per definire metriche precise con lo scopo di individuare tendenze, prezzi favorevoli per aprire le posizioni e i momenti migliori per liquidare l’investimento.

Con l’analisi fondamentale, invece, si possono controllare i fattori macroeconomici più rilevanti, un approccio indispensabile quando si opera sui mercati emergenti, settori con un livello di rischio più elevato rispetto a quelli delle economie più mature e solide. L’integrazione di queste due competenze consente di investire in maniera professionale, puntando sulla sostenibilità nel lungo periodo, ma senza trascurare le potenzialità nel breve e medio termine.

Mercati emergenti: focus su azioni cicliche, Fed e dollaro

Nella seconda parte del 2021 sarà essenziale valutare con grande attenzione le mosse della Fed. La Federal Reserve, secondo quanto indicato dal presidente Jerome Powell, continuerà a lasciar correre l’inflazione e proseguirà con il suo programma di acquisti di titoli di Stato, di fatto portando avanti un QE strutturale per cercare di recuperare i 10 milioni di posti di lavoro, persi dagli Stati Uniti nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19.

Queste politiche monetarie espansive, abbinate agli stimoli pubblici voluti dal presidente Biden, avranno degli effetti considerevoli sui consumi dei cittadini americani. Secondo gli analisti, la ripartenza della domanda USA favorirà la ripresa della produzione industriale in Cina e in Asia, portando un ulteriore svalutazione del dollaro e una possibile valorizzazione delle valute dei Paesi emergenti.

Tali condizioni potrebbero accelerare la rivoluzione digitale e l’economia verde, settori in cui la posizione delle aziende asiatiche è in netto vantaggio rispetto a quella delle imprese nordamericane ed europee, come dimostra la guerra USA alla tecnologia 5G di Huawei. Per gli esperti di Amundi, il nuovo ciclo economico potrebbe favorire i titoli ciclici e le azioni value, i primi in grado di fornire le prestazioni potenziali migliori in vista dell’uscita dall’emergenza sanitaria, le seconde con maggiori prospettive per gli investimenti di lungo termine.

Nel breve termine bisognerà prestare attenzione alla Russia, penalizzata dal crollo del prezzo del petrolio nel 2020, mentre il rally del greggio in questi primi mesi del 2021 potrebbe spingere la crescita economica del gigante russo, forte delle nuove relazioni esterne ottenute grazie alla vendita del vaccino Sputnik da trasformare in rapporti commerciali. Occhi puntati anche sull’India, infatti nonostante i grandi problemi sociali interni il Paese è sempre più un protagonista nel panorama mondiale.