Borsa elettrica, nel 2017 il prezzo sale ma si riallinea a livelli 2014-15

20

Roma, 17 gen. (AdnKronos) – Il prezzo dell’elettricità alla borsa elettrica sale nel 2017 ma si riporta sui valori non elevati del biennio 2014-15. Il prezzo medio di acquisto dell’energia nella borsa elettrica (Pun) si attesta a 53,95 euro/MWh e, sebbene in aumento di 11,17 euro/MWh rispetto al minimo storico del 2016 (+26,1%), si riallinea appunto ai valori del biennio 2014-15. E’ quanto emerge dai dati diffusi nella newsletter del Gestore dei mercati energetici (Gme). Questa dinamica rialzista ha caratterizzato indistintamente tutti i mesi dell’anno, concentrandosi nel primo bimestre, caratterizzato dal protrarsi delle tensioni sul mercato francese, e ad agosto, in corrispondenza degli eccezionali livelli di domanda legati alle elevate temperature.

Nel dettaglio per fonte le vendite da impianti a fonte tradizionale, pari a 162,7 TWh, segnano nel 2017 un nuovo incremento (+6,5%), sorrette soprattutto dal gas (+11,0%), che torna a sfiorare i 14 GWh medi orari (era sceso fino a meno di 9 GWh nel 2014), attestandosi, al terzo rialzo annuale, ai massimi dal 2012 e rallentando solo nell’ultima parte dell’anno.

Per la prima volta dopo quattro anni, anche le vendite a carbone tornano debolmente positive (+0,4%), ancora in flessione invece le altre fonti tradizionali (-8,5%). Tra le fonti rinnovabili, sul livello più basso dal 2013 e pari a 83,5 TWh, risulta in lieve aumento solo il solare (+2,8%), superiore negli ultimi cinque anni solo al minimo del 2016 grazie alla performance dei mesi primaverili e di inizio estate.

Pressoché invariato sulla media degli ultimi anni l’eolico (1.600 MWh medi orari, -0,9%) che ha recuperato soprattutto nella seconda metà dell’anno; brusca frenata, invece, per le vendite degli impianti idroelettrici, ininterrottamente in calo rispetto al 2016 da febbraio, per la scarsa piovosità e per il dimezzamento dei pompaggi.

Nel 2017 il market coupling alloca sulla frontiera settentrionale, mediamente ogni ora, una capacità di 2.838 MWh in import (+330 MWh rispetto al 2016) e di 1.201 MWh in export (+101 MWh rispetto al 2016). L’aumento si concentra sul confine francese dal lato delle importazioni (2.185 MWh, +340 MWh) e su quello sloveno relativamente alle esportazioni (358 MWh, +88 MWh).

La capacità disponibile in import (NTC) appare pressoché invariata sulle tre frontiere. Il market coupling alloca sul confine francese e su quello austriaco rispettivamente oltre l’80 e il 90% della capacità disponibile, circa 20 p.p. in più rispetto al 2016, comprimendo la quota della capacità nominata con asta esplicita e quella non utilizzata.