Borsa: Europa conferma rialzo, Milano maglia rosa (+4,3%)

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Le Borse europee confermano la buona seduta con il mercato che vive una nuova fase di ottimismo sulle attese di stimoli da parte della Banca centrale europea. L’indice d’area Stoxx 600 sale di oltre il 3% con banche e auto in particolare evidenza. Maglia rosa resta sempre Milano (Ftse Mib +4,3% a 17.177 punti), seguita da Parigi (+3,49%), Madrid (+3,35%). Francoforte sale del 2,92% mentre Londra del 2,15 per cento. A Piazza Affari prosegue il rimbalzo di Mps (+9,43%) così come quello di Saipem (+11,7%). Fuori dal paniere principale in evidenza Carige (+11,4%). Lo spread tra Btp e Bund è sotto i 131 punti base.

 

Cina: giù export a gennaio (-6,6%), import a -14,4% – Gli scambi commerciali segnano il passo a gennaio per la Cina registrando un tonfo dell’export del 6,6%, a 175 miliardi di dollari, a fronte di un import in un più marcato arretramento (-14,4%, a 114,2 miliardi). I dati diffusi dalle Dogane cinesi sono ulteriori segnali di debolezza dell’economia se confrontati, rispettivamente, con le flessioni dell’1,4% e del 7,6% avuti a dicembre.
   

Le Borse europee confermano la buona seduta con il mercato che vive una nuova fase di ottimismo sulle attese di stimoli da parte della Banca centrale europea. L’indice d’area Stoxx 600 sale di oltre il 3% con banche e auto in particolare evidenza. Maglia rosa resta sempre Milano (Ftse Mib +4,3% a 17.177 punti), seguita da Parigi (+3,49%), Madrid (+3,35%). Francoforte sale del 2,92% mentre Londra del 2,15 per cento. A Piazza Affari prosegue il rimbalzo di Mps (+9,43%) così come quello di Saipem (+11,7%). Fuori dal paniere principale in evidenza Carige (+11,4%). Lo spread tra Btp e Bund è sotto i 131 punti base.

 

Cina: giù export a gennaio (-6,6%), import a -14,4% – Gli scambi commerciali segnano il passo a gennaio per la Cina registrando un tonfo dell’export del 6,6%, a 175 miliardi di dollari, a fronte di un import in un più marcato arretramento (-14,4%, a 114,2 miliardi). I dati diffusi dalle Dogane cinesi sono ulteriori segnali di debolezza dell’economia se confrontati, rispettivamente, con le flessioni dell’1,4% e del 7,6% avuti a dicembre.